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SUMMARY:A Pordenone va in scena il commovente spettacolo Accabadora
DESCRIPTION:Si apre lunedì 6 novembre, con un’attesissima esclusiva regionale, il cartellone “Nuove Scritture”, percorso che si muove tra letteratura, memoria, poesia e impegno civile, parole chiave dei cinque titoli che compongono il percorso. Sul palco della Sala Grande del Verdi di Pordenone andrà scena il monologo Accabadora tratto dal bellissimo e celebre romanzo di Michela Murgia, un racconto di insita teatralità e bruciante attualità che affronta un tema dibattuto come quello dell’eutanasia, La drammaturgia è firmata da Carlotta Corradi che nella riduzione teatrale parte dal punto di vista di Maria, figlia adottiva dell’accabadora Bonaria Urrai. A interpretarla è Anna Della Rosa, una delle attrici più in vista della scena italiana, diretta dalla mano esperta della regista Veronica Cruciani.
In un paesino immaginario della Sardegna anni ’50, Maria, povera e orfana, viene adottata da Bonaria Urrai, una sarta che vive sola e all’occasione fa l’accabadora, colei che, secondo tradizione, aiuta le persone a morire. La parola, di tradizione sarda, prende la radice dallo spagnolo acabar che significa finire, uccidere. Agli occhi della comunità il suo però non è il gesto di un’assassina, ma quello amorevole e pietoso di chi aiuta il destino a compiersi. Maria cresce nell’ammirazione di questa nuova madre, più colta e più attenta della precedente, fino al giorno in cui scopre la sua vera natura. È allora che fugge nel continente per cambiare vita e dimenticare il passato. Anni dopo, quando l’anziana donna sarà in punto di morte, Maria tornerà per assisterla, con una toccante “resa dei conti” emotiva, perché l’accudimento finale è uno dei doveri dell’essere “figlia d’anima”, una forma di adozione concordata tra il genitore naturale e il genitore adottivo. È a questo punto della storia che comincia il testo teatrale. Maria è ormai una donna, o vorrebbe esserlo.


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