Barcola, rimossi e messi in sicurezza 17 ordigni della Seconda Guerra Mondiale

Le operazioni dagli artificieri del Terzo Reggimento Genio Guastatori di Udine.

Sono stati rimossi e messi in sicurezza i 17 ordigni d’artiglieria ad alto potenziale rinvenuti nel porticciolo di Barcola durante i lavori di dragaggio. L’intervento, condotto dagli artificieri del Terzo Reggimento Genio Guastatori di Udine, ha consentito di eliminare una situazione di potenziale pericolo e di avviare la fase successiva di bonifica completa dell’area.

Il ritrovamento degli ordigni – di fabbricazione inglese e risalenti alla Seconda guerra mondiale – ha comportato la sospensione temporanea dei lavori di dragaggio, avviati per abbassare il fondale e rimuovere i detriti accumulati negli anni.

A fare il punto è stato l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro, che ha confermato come le operazioni svolte in questi giorni fossero necessarie a garantire la sicurezza del porticciolo e delle attività connesse.

Attesa per l’ordinanza della Capitaneria

“Abbiamo già avviato un’interlocuzione con l’Autorità portuale per trovare una soluzione temporanea che allevii i disagi per chi ha un posto barca nel porticciolo di Barcola, a seguito del blocco dei lavori di dragaggio per il ritrovamento di alcuni ordigni bellici – ha spiegato Scoccimarro – . Per i diportisti saranno messe a disposizione alcune aree portuali, alcune delle quali verosimilmente in prossimità del Molo Zero, che saranno attrezzate a spese della Regione e potranno ospitare almeno un centinaio di imbarcazioni. Una soluzione che consentirà di ridurre i problemi derivanti dalle operazioni necessarie per mettere in sicurezza il porticciolo”.

Nel frattempo si attende l’ordinanza della Capitaneria di porto che dovrebbe interdire esclusivamente lo specchio acqueo interessato dalle operazioni, consentendo la riapertura delle aree a terra. Magazzini, passeggiata e frangiflutti potranno quindi tornare accessibili.

Parte la bonifica completa dell’area

Conclusa la rimozione, si apre ora la fase del cosiddetto “debombing”. I tecnici sono al lavoro su un progetto operativo per effettuare una verifica bellica completa del porticciolo, con l’obiettivo di escludere la presenza di ulteriori ordigni.

La Regione ha già stanziato le risorse necessarie per questa attività, che coinvolgerà diversi soggetti: dalle ditte impegnate nei dragaggi a quelle specializzate nelle bonifiche, fino all’Esercito e alla Marina militare. Proprio la complessità degli interventi rende difficile, al momento, definire tempistiche certe.

Un intervento più ampio sul litorale

L’operazione rientra in un progetto più ampio di manutenzione e ripristino delle vie di navigazione, finanziato dalla Regione con 3 milioni di euro. Oltre al porticciolo di Barcola, gli interventi interessano anche il rio Ospo e prevedono la sistemazione delle barriere soffolte e delle scogliere lungo tutto il litorale.

Scoccimarro ha infine sottolineato che “fortunatamente gli accertamenti compiuti dal Genio Guastatori hanno appurato che non si tratta di ordigni risalenti alla Prima Guerra Mondiale, circostanza che avrebbe potuto rallentare ulteriormente le operazioni di bonifica a causa della possibile presenza di gas tossici”.