Caporalato, cancellato l’Osservatorio regionale: scoppia la polemica

Il centrodestra cancella l’Osservatorio regionale sul caporalato e scoppia la polemica. A infiammare il dibattito è anche la spiegazione che, secondo Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), il consigliere di FdI Markus Maurmair avrebbe dato in Aula: la maggioranza avrebbe votato per errore l’istituzione dell’organismo nel 2025.

Dura la reazione delle opposizioni, con il Pd e il Patto per l’Autonomia-Civica Fvg che contestano la decisione e chiedono un confronto sul contrasto allo sfruttamento dei lavoratori. Maurmair difende invece l’abrogazione: “Nessuno vuole nascondere il caporalato. Vogliamo combatterlo dove si combatte davvero, cioè accanto a chi ha poteri ispettivi e repressivi, senza creare doppioni”.

Honsell: “Una pagina nera per il Fvg”

L’Osservatorio era stato istituito nel luglio 2025 proprio grazie a un emendamento di Open Sinistra Fvg, approvato anche dalla maggioranza che ora ne ha disposto la cancellazione. Uno strumento voluto dalle organizzazioni sindacali, sul quale Honsell aveva continuato a sollecitare la Giunta affinché diventasse operativo.

“Esprimiamo profonda indignazione per l’approvazione, da parte della maggioranza Fedriga, dell’emendamento del Consigliere Maurmair alla manovrina autunnale, che cancella l’Osservatorio regionale per il contrasto al caporalato in agricoltura“, dichiara Honsell, che definisce la decisione “un atto di gravissima irresponsabilità politica e morale“.

Il consigliere contesta soprattutto la giustificazione attribuita a Maurmair sul precedente voto favorevole. “Per oltre un anno quella disposizione è rimasta in vigore e oggi si pretende di giustificarne la cancellazione sostenendo di averla votata per sbaglio“, afferma, chiedendosi con quale serietà e senso di responsabilità venga esercitata la funzione legislativa.

Honsell richiama anche le indagini della magistratura che hanno portato alla luce episodi di caporalato in regione, compresi casi nei vigneti. A suo giudizio, la cancellazione elimina uno strumento di prevenzione e monitoraggio in un territorio in cui lo sfruttamento lavorativo resta un problema concreto.

Moretuzzo: “Scelta profondamente sbagliata”

Contrario all’abrogazione anche Massimo Moretuzzo, capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg, che critica sia il merito della decisione sia il metodo seguito dalla maggioranza.

“Riteniamo profondamente sbagliata l’abrogazione della norma che istituiva l’Osservatorio regionale per il contrasto al caporalato, a maggior ragione a così breve distanza dalla sua approvazione”, afferma Moretuzzo. “Su un tema delicato come lo sfruttamento lavorativo, in particolare nel settore agricolo, sarebbe stato necessario aprire un confronto serio e approfondito, anziché procedere direttamente alla cancellazione dello strumento”.

“Una norma che, forse, poteva essere corretta, ma non sicuramente cancellata”, osserva Moretuzzo, contestando anche l’assenza di un confronto con l’assessora competente.

Il Patto per l’Autonomia annuncia inoltre una richiesta di audizione nella Commissione consiliare competente, da presentare insieme ad altri esponenti dell’opposizione, per ascoltare i portatori di interesse e approfondire il tema. L’obiettivo è anche chiarire quali strumenti alternativi la Regione intenda mettere in campo per garantire il monitoraggio del lavoro irregolare e dello sfruttamento.

Il Pd: “Un errore del centrodestra”

Anche il gruppo regionale del Partito democratico critica la cancellazione dell’Osservatorio. I consiglieri Diego Moretti, Francesco Martines, Andrea Carli, Manuela Celotti, Roberto Cosolini e Massimiliano Pozzo ritengono che la decisione rischi di indebolire l’attenzione su un fenomeno ancora presente.

“Abrogare la norma che istituisce l’Osservatorio regionale sul caporalato, peraltro senza la presenza dell’assessore, è un errore del centrodestra, che con questa scelta rischia di abbassare la guardia su un fenomeno tutt’altro che superato“, affermano.

Per il Pd, il caporalato non riguarda soltanto l’agricoltura, ma interessa anche il settore industriale e quello dell’edilizia. Un osservatorio avrebbe potuto rappresentare uno strumento utile per analizzare e contrastare lo sfruttamento, come già avviene in altri ambiti attraverso organismi dedicati.

I consiglieri contestano inoltre la scelta di procedere senza un confronto più ampio e chiedono alla maggioranza di ritirare l’emendamento, per arrivare a una modifica organica e condivisa in occasione della legge di Stabilità.

Maurmair: “Nessuno vuole nascondere il caporalato”

Il consigliere di Fratelli d’Italia respinge le critiche e sostiene che la lotta allo sfruttamento debba concentrarsi sugli organismi che dispongono di poteri ispettivi e repressivi.

Secondo Maurmair, le funzioni previste per l’Osservatorio sarebbero già presidiate da organismi costituiti presso le istituzioni statali. Il consigliere cita il percorso avviato per istituire un tavolo tecnico regionale presso la Prefettura di Trieste, su richiesta delle parti sociali, e il Protocollo per la costituzione della sezione territoriale di Trieste della Rete del lavoro agricolo di qualità, sottoscritto il 3 agosto 2026.

Al protocollo hanno aderito, tra gli altri, Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, insieme alla Regione, alla Prefettura, a Inps, Inail, all’Ispettorato territoriale del lavoro e alle organizzazioni agricole.

Maurmair sottolinea inoltre l’impegno della Regione per aderire ai protocolli in tutti e quattro i territori provinciali. Gli interventi previsti riguardano il contrasto al lavoro sommerso e all’evasione contributiva, la gestione della manodopera stagionale, l’incontro tra domanda e offerta e il trasporto dei lavoratori fino al luogo di lavoro.

“Il vero passo indietro sarebbe duplicare osservatori e presidi che già contrastano il caporalato, con il rischio di sovrapporre competenze e rallentare il lavoro di chi opera sul campo”, conclude.

La protesta della Cgil davanti al Consiglio regionale

Cgil e Flai Fvg avevano convocato per le 13 di oggi un presidio in piazza Oberdan, davanti al Consiglio regionale di Trieste, in concomitanza con il voto sull’emendamento.

Daniela Duz per la Cgil e Maurizio Comand per la Flai avevano definito la cancellazione una scelta gravissima, denunciando le segnalazioni di casi di sfruttamento provenienti da diversi territori regionali.

I sindacati consideravano l’Osservatorio un possibile punto di partenza per elaborare progetti contro il caporalato e il lavoro irregolare. La sua eliminazione, secondo Cgil e Flai, rischia di far arretrare il contrasto al fenomeno e di riportare a interventi frammentati nei singoli territori.

La mobilitazione si inserisce nella più ampia iniziativa della Cgil contro il lavoro povero, il lavoro nero e l’evasione fiscale e contributiva. Questi temi, insieme alla difesa della sanità e della scuola pubblica, alla pace e all’equità fiscale, sono al centro anche della manifestazione nazionale “La Via Maestra”