Lupi senza confini, il Friuli si allea con Carinzia e Slovenia per gestirli insieme

Il lupo non conosce i confini tra Friuli Venezia Giulia, Austria e Slovenia. E proprio per questo i territori dell’area Alpe-Adria provano a coordinare le strategie per affrontare la sua presenza sulle montagne. A Klagenfurt è stato firmato un memorandum per una gestione transfrontaliera del lupo, con la partecipazione anche della Regione Friuli Venezia Giulia e di Confagricoltura Fvg.

All’incontro hanno partecipato rappresentanti dei settori dell’agricoltura, dell’economia alpestre e della caccia di Carinzia, Slovenia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Provincia autonoma di Trento e Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige.

L’obiettivo: una strategia comune

Il punto di partenza del documento è che la gestione del lupo non può essere affrontata separatamente dai singoli territori. La presenza dell’animale interessa infatti un’area che attraversa i confini amministrativi e, secondo i firmatari, richiede quindi un coordinamento tra le regioni dell’arco alpino.

Tra gli obiettivi indicati nel memorandum ci sono una gestione coordinata del lupo, la tutela dell’economia alpestre e dell’attività pastorale, la salvaguardia del paesaggio e della biodiversità e una maggiore certezza sulle regole da applicare.

Monitoraggio e possibili prelievi

Il documento prevede anche un monitoraggio coordinato della popolazione di lupi e lo scambio di dati tra le autorità dei diversi territori. Tra i principi indicati c’è inoltre il possibile prelievo mirato degli esemplari considerati a rischio o responsabili di danni, nell’ambito del quadro previsto dalla normativa europea.

I firmatari chiedono quindi strategie comuni e misure di gestione coordinate, oltre a un confronto condiviso con le istituzioni europee. Il memorandum punta anche a valutare lo stato di conservazione del lupo considerando l’intero arco alpino e non i singoli territori separatamente.