Addio al “finto” artigianato: dal 7 aprile scattano multe record da 25mila euro

La parola “artigianale” smette di essere uno slogan pubblicitario per diventare un impegno legale invalicabile. Il giorno dopo Pasquetta, martedì 7 aprile, entra in vigore la nuova Legge annuale PMI che definisce in modo stringente chi può definirsi “artigiano” e usare il termine “artigianalità”.

Per chi intende fregiarsene senza avere le specifiche caratteristiche definite dalla normativa, le conseguenze saranno pesantissime: potranno infatti utilizzare tali definizioni esclusivamente le imprese iscritte all’Albo. Il sistema sanzionatorio non lascia spazio a interpretazioni, prevedendo multe fino all’1% del fatturato, con un minimo di 25mila euro per l’uso improprio dei termini.

Una vittoria della trasparenza

La nuova norma mette fine a anni di ambiguità comunicative che hanno spesso penalizzato le aziende autentiche. “È una battaglia condotta e vinta da Confartigianato – afferma con soddisfazione il presidente di Confartigianato Fvg, Graziano Tilatti -. Si tratta, infatti, di paletti precisi che sono stati introdotti grazie al pressing della nostra associazione di categoria nella Legge annuale Pmi. Ciò significa la fine della concorrenza sleale – aggiunge – , perché ha vinto l’autentico artigianato made in Italy e made in Fvg”.

La fine delle ambiguità per i consumatori

Il fenomeno della concorrenza sleale che la norma intende contrastare ha colpito duramente settori come l’alimentare, la moda e l’artigianato artistico, dove il termine “artigianale” è stato spesso utilizzato come mera leva di marketing su etichette e insegne.

Tilatti sottolinea come la svolta legislativa sia prima di tutto una garanzia per chi acquista: “Entra in vigore una norma che mette fine a ogni ambiguità, consente trasparenza a beneficio di migliaia di imprese della nostra regione e di tutti i consumatori, che da martedì 7 aprile avranno la certezza legale che ciò che acquistano come “artigiano” lo è davvero frutto del lavoro, dell’ingegno e della passione degli imprenditori artigiani della nostra regione”.

L’impatto economico in Friuli Venezia Giulia

I numeri raccontano una realtà regionale fortemente esposta al rischio. Secondo gli studi di Confartigianato, in Friuli Venezia Giulia il 44,6% delle imprese artigiane opera in settori vulnerabili alla concorrenza sleale, coinvolgendo oltre 12.300 aziende. La situazione è particolarmente sentita a Trieste, dove la percentuale sale al 57,9%, mentre il valore minimo si registra nel Pordenonese con il 40,7%. In molti casi, i prodotti spacciati per artigianali non sono realizzati direttamente dall’impresa o presentano lavorazioni manuali solo marginali, causando mancati ricavi per centinaia di milioni di euro alle imprese autentiche.

Un deterrente contro i trasgressori

La severità delle pene previste dalla Legge annuale PMI è considerata l’unico strumento efficace per ristabilire l’ordine nel mercato e tutelare l’identità dell’ingegno locale. Ribadendo il valore della legge, il presidente Tilatti punta molto sull’efficacia del nuovo quadro punitivo per scoraggiare i furbetti del marketing: “Di particolare rilievo risulta il sistema sanzionatorio inserito: le pesanti multe previste per i trasgressori ci auguriamo favoriscano il rispetto diffuso della norma”.