Sanità in Friuli Venezia Giulia, oltre 100mila persone rinunciano a visite ed esami

Oltre 101mila cittadini del Friuli Venezia Giulia hanno rinunciato nel 2024 ad almeno una prestazione sanitaria. È uno dei dati che emerge dal 9° Rapporto della Fondazione GIMBE sul Servizio sanitario nazionale. In regione la quota di persone che non è riuscita o ha rinunciato ad accedere a visite ed esami ha raggiunto l’8,5% della popolazione, ancora sotto la media italiana del 9,9%, ma con un aumento di 3,4 punti percentuali rispetto al 2023.

A livello nazionale, il rapporto individua la ragioni soprattutto i lunghi tempi di attesa e le difficoltà economiche: circa 4 milioni di italiani hanno rinunciato a visite o esami per le attese, mentre 3,1 milioni lo hanno fatto per ragioni economiche. Le due motivazioni possono sovrapporsi.

Più risorse pro capite e aspettativa di vita sopra la media

Nel 2025 il Fondo sanitario nazionale pro capite assegnato al Friuli Venezia Giulia è stato pari a 2.263 euro per abitante, contro una media nazionale di 2.218 euro. Anche l’aspettativa di vita alla nascita si mantiene sopra il dato italiano: nel 2025 in regione è stata pari a 84,1 anni, rispetto agli 83,7 anni della media nazionale.Sul fronte della spesa sanitaria sostenuta direttamente dai cittadini, nel 2024 la spesa pro capite trasmessa al Sistema Tessera Sanitaria ai fini della dichiarazione dei redditi è stata pari a 787 euro, esattamente in linea con la media italiana.

Personale sanitario, i numeri del Friuli Venezia Giulia

La dotazione di personale dipendente del servizio sanitario regionale risulta superiore ai valori medi italiani. Nel 2024 in Friuli Venezia Giulia si registravano 17,4 unità di personale ogni mille abitanti, contro le 12,1 della media nazionale. I medici dipendenti erano 2,30 ogni mille abitanti, mentre in Italia il dato si fermava a 1,84. Per gli infermieri il Friuli Venezia Giulia raggiungeva 6,23 professionisti ogni mille abitanti, contro i 4,75 nazionali. Il rapporto tra infermieri e medici era pari a 2,71, superiore al 2,59 registrato complessivamente in Italia.

Rimane però rilevante il ricorso ai servizi esterni di fornitura di personale sanitario, i cosiddetti “gettonisti”: nel solo 2025 il valore economico dei contratti stipulati in Friuli Venezia Giulia ha raggiunto 25,6 milioni di euro.

Cure essenziali, Fvg nono tra Regioni e Province autonome

Il Friuli Venezia Giulia risulta adempiente anche sul fronte dei Livelli essenziali di assistenza, cioè le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale deve garantire gratuitamente o attraverso il pagamento di un ticket. Nel 2024 il punteggio complessivo ottenuto dalla regione è stato di 248 su un massimo di 300, con un miglioramento di 13 punti rispetto al 2023. Secondo l’analisi GIMBE, il Friuli Venezia Giulia si colloca così al nono posto tra Regioni e Province autonome.

Medici di famiglia, ne mancano 156

Una delle principali criticità resta la medicina generale. Al 1° gennaio 2025 ogni medico di famiglia del Friuli Venezia Giulia aveva in media 1.473 assistiti, contro i 1.383 della media nazionale. Considerando come riferimento il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti, GIMBE stima che in regione manchino 156 medici di medicina generale.

Tra il 2019 e il 2024 il numero dei medici di famiglia presenti sul territorio regionale si è ridotto del 14,7%, a fronte di una diminuzione nazionale del 14,1%. A questo si aggiunge il tema del ricambio generazionale: entro il 2028 saranno 130 i medici di medicina generale che raggiungeranno i 70 anni. Una situazione analoga, anche se con numeri più contenuti, riguarda i pediatri di libera scelta. Al 1° gennaio 2025 GIMBE stima una carenza di 15 pediatri, prendendo come riferimento il rapporto ottimale di un professionista ogni 850 assistiti.

Ogni pediatra segue mediamente 960 bambini e ragazzi, rispetto ai 917 della media italiana. Il valore resta comunque inferiore al massimale di mille assistiti previsto senza deroghe. Entro il 2029 saranno inoltre 19 i pediatri di libera scelta che raggiungeranno i 70 anni. L’88,2% della popolazione regionale tra i 6 e i 13 anni risulta comunque seguito da un pediatra, una quota superiore all’82,9% della media nazionale.

Mobilità sanitaria, saldo negativo di 10 milioni

Nel 2023 il Friuli Venezia Giulia ha registrato un saldo negativo della mobilità sanitaria di circa 10 milioni di euro, in miglioramento di 1,7 milioni rispetto all’anno precedente. I crediti maturati dalla regione per le prestazioni erogate a pazienti provenienti da fuori Friuli Venezia Giulia sono stati pari a 87,7 milioni di euro, mentre i debiti legati alle cure ricevute dai residenti in altre regioni hanno raggiunto 97,7 milioni.

Per quanto riguarda il ruolo delle strutture private nella mobilità sanitaria attiva, queste erogano il 24,7% del valore totale dei ricoveri e delle prestazioni specialistiche destinati a pazienti provenienti da altre regioni. La media italiana è del 54,5%. Il quadro restituito dal Rapporto GIMBE mostra quindi una regione con diversi indicatori sanitari migliori della media nazionale, ma anche con alcune criticità. Tra queste spicca soprattutto l’aumento dei cittadini che rinunciano alle prestazioni sanitarie, insieme alla carenza di medici di famiglia e pediatri e alla necessità di garantire nei prossimi anni il ricambio del personale.