Cinquant’anni dopo il terremoto del 6 maggio 1976, la rinascita del Friuli passa attraverso le storie delle imprese e delle persone che hanno contribuito alla ricostruzione, trasformando una tragedia in un’occasione di sviluppo e innovazione. È questo il filo conduttore di “Bisognava andare avanti – La rinascita del Friuli dopo il sisma”, il nuovo docufilm prodotto da Sky, nato da un’idea della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, che ne ha promosso e sostenuto la realizzazione.
Il progetto è stato presentato oggi, mercoledì 14 ottobre, dal presidente dell’ente camerale Giovanni Da Pozzo e sarà proposto al pubblico con due anteprime speciali: lunedì 26 ottobre a Udine e giovedì 29 ottobre a Pordenone, entrambe alle 17.30.
Le imprese protagoniste della ricostruzione

Il documentario, della durata di circa 40 minuti, ripercorre uno dei capitoli più importanti della storia recente del Friuli Venezia Giulia, scegliendo di raccontarlo attraverso gli imprenditori che non si arresero alla distruzione e continuarono a lavorare, contribuendo a costruire le basi dell’attuale sistema economico regionale.
“Questo docufilm è stato concepito fin dal primo momento con uno sguardo profondamente rivolto al futuro – sottolinea il presidente Giovanni Da Pozzo –. L’intento è far comprendere come quella drammatica esperienza sia stata interiorizzata e trasformata subito dal nostro popolo. Non si è trattato di una generica resilienza, termine oggi fin troppo abusato, ma della volontà concreta di ricostruire ‘meglio di prima’, puntando dritti alla crescita e allo sviluppo ulteriore”.
Secondo Da Pozzo, proprio questa determinazione ha contribuito a rendere il Friuli Venezia Giulia una regione dinamica, aperta all’export e all’innovazione, capace di affrontare anche le sfide economiche e geopolitiche del presente.
Dagli archivi camerali alle storie degli imprenditori
La realizzazione del docufilm è partita da un’approfondita ricerca nell’archivio storico della Camera di Commercio e nel Registro delle Imprese. Incrociando i dati, sono state individuate nelle province di Udine e Pordenone le aziende già attive al momento del terremoto, oppure nate durante i mesi della ricostruzione, che ancora oggi continuano a operare. Da questa ricerca sono emerse le storie che compongono il documentario, incentrato soprattutto sulle piccole e medie imprese, considerate uno degli elementi fondamentali del tessuto produttivo friulano.
Il racconto restituisce anche il significato del principio “prima le fabbriche, poi le case, poi le chiese”, sostenuto dall’allora arcivescovo di Udine, monsignor Alfredo Battisti, e diventato uno dei simboli della ricostruzione. Tra i documenti recuperati dagli archivi camerali figurano testimonianze della volontà di garantire immediatamente la continuità delle attività economiche e amministrative. Gli esami di abilitazione al commercio ripresero appena quattro giorni dopo il sisma, mentre agli imprenditori vennero consegnate le chiavi delle roulotte per permettere loro di continuare a lavorare nonostante la distruzione.
Le testimonianze, dalle tendopoli alle fabbriche
Il docufilm intreccia storie di manifattura, artigianato, commercio, cultura e cooperazione, dando spazio anche al mondo dell’informazione, che raccontò la tragedia in diretta e ne ha seguito le conseguenze negli anni successivi. Tra i protagonisti c’è Nilla Clarino, titolare del Bar alla Terrazza di Forgaria nel Friuli, che aveva sostenuto l’esame in Camera di Commercio poco prima del terremoto. C’è poi Mauro Collini, storico parrucchiere di Gemona del Friuli, che durante l’emergenza continuò a svolgere il proprio mestiere anche nelle tendopoli.
Spazio anche a Marco Fantoni, nipote del fondatore del Gruppo Fantoni di Osoppo, che racconta la continuità generazionale di una realtà industriale cresciuta attraverso la ricostruzione e oggi legata anche ai temi della sostenibilità e dell’innovazione. Tra le altre testimonianze figurano quelle di Stefano Gollino, titolare dello Scatolificio 4S, nato a Portis di Venzone e oggi Ondulati e Imballaggi del Friuli, Sergio Cumini di Cumini Casa e Nevio Cosani di Ledraplastic Spa.
Il documentario raccoglie inoltre i contributi di Anna Lenisa, vicesindaco di Preone, del professor Flavio Pressacco, testimone della nascita dell’Università degli Studi di Udine, e di Alessandro Cimenti, funzionario camerale che accompagna gli spettatori alla scoperta dei documenti storici recuperati durante la ricerca.
La memoria del terremoto attraverso cinema e informazione
Accanto alle imprese trovano spazio anche le istituzioni culturali e i protagonisti dell’informazione friulana. Intervengono il condirettore del Gruppo Nem-Messaggero Veneto Paolo Monsanghini e il giornalista Gigi Di Meo, oggi direttore de Il13Tv. La narrazione comprende inoltre le testimonianze di Livio Jacob e Piera Patat della Cineteca del Friuli, nata proprio nelle tendopoli allestite dopo il terremoto, di Elena Beltrami dell’Archivio Cinema del Friuli Venezia Giulia e di Gian Piero Brovedani, direttore della Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo. Il progetto si è avvalso anche della consulenza della giornalista Giacomina Pellizzari del Messaggero Veneto.
Le anteprime a Udine e Pordenone e la messa in onda su Sky
“Bisognava andare avanti – La rinascita del Friuli dopo il sisma” è una produzione Sky realizzata da ArtLouder, con la regia di Andrea Convertito e Roberto Simeone e la sceneggiatura di Chiara Panzieri. La prima proiezione pubblica è prevista per lunedì 26 ottobre alle 17.30 nella Sala Valduga della Camera di Commercio di Udine. La seconda si terrà giovedì 29 ottobre, sempre alle 17.30, nella Sala Convegni di Confindustria Alto Adriatico a Pordenone.
A partire da novembre il documentario sarà trasmesso su Sky Documentaries e in streaming su NOW, mentre una versione ridotta di 30 minuti andrà in onda anche su Sky TG24. Successivamente alle anteprime e alla trasmissione in esclusiva su Sky, il film sarà reso disponibile anche sul canale YouTube della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, @camcompnud, dove è già possibile vedere il trailer. Un racconto che, a mezzo secolo dal sisma, vuole conservare la memoria di quanto accaduto, ma soprattutto mostrare come il lavoro, l’iniziativa imprenditoriale e la capacità di innovare abbiano accompagnato la rinascita economica del Friuli.

