Da Ivano Benvenuti, sindaco durante il terremoto del 1976, fino all’attuale primo cittadino Roberto Revelant. Gemona del Friuli ha ripercorso cinquant’anni della propria storia amministrativa, rendendo omaggio a coloro che hanno guidato la città nelle difficili fasi dell’emergenza, della ricostruzione e dello sviluppo successivo al sisma del 6 maggio 1976.
Il riconoscimento è arrivato durante una seduta straordinaria del Consiglio comunale, che si è svolta ieri nell’ambito delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del terremoto. Alla cerimonia, promossa dall’Amministrazione comunale, hanno partecipato il sindaco Roberto Revelant e l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, che ha sottolineato il ruolo decisivo degli amministratori locali nella rinascita del Friuli.
“I sindaci dei territori colpiti dal terremoto del 1976 sono stati protagonisti fondamentali nella gestione dell’emergenza e nella ricostruzione. Con responsabilità, coraggio e straordinaria capacità di guardare al futuro, hanno saputo guidare le proprie comunità fuori dalla tragedia, contribuendo a fare del Friuli un modello di rinascita e forza di ripresa riconosciuto a livello internazionale che vogliamo continuare a tramandare alle giovani generazioni”, ha dichiarato Zilli.
I sindaci che hanno guidato Gemona dal terremoto a oggi
Nel corso della seduta sono stati ricordati tutti i sindaci che si sono succeduti alla guida di Gemona dal 1975 a oggi. Il primo è stato Ivano Benvenuti, in carica dal 1975 al 1983, che si trovò ad amministrare la città negli anni del terremoto e dell’avvio della ricostruzione. Dopo di lui Claudio Sandruvi, sindaco dal 1983 al 1995, e Virgilio Disetti, che ha guidato il Comune dal 1995 al 2003.
La successione degli amministratori è proseguita con Gabriele Marini, in carica dal 2004 al 2009, Paolo Urbani, sindaco dal 2009 al 2018, e Roberto Revelant, alla guida di Gemona dal 2018 e riconfermato alle elezioni del 2023. La cerimonia ha previsto la consegna di riconoscimenti agli amministratori che hanno contribuito alla rinascita della città, ricordando anche le scelte istituzionali che permisero di affrontare la ricostruzione. Su questo aspetto Zilli ha richiamato il ruolo di Giuseppe Zamberletti, commissario straordinario del Governo per il terremoto, e la decisione di attribuire ai sindaci un’autonomia operativa nella gestione degli interventi.
“Ricostruire i paesi com’erano e dov’erano ha significato preservare le radici delle nostre comunità, accompagnando al tempo stesso l’innovazione dei servizi e delle infrastrutture. In questo percorso è stata determinante la guida illuminata e lungimirante del compianto Giuseppe Zamberletti, commissario straordinario del Governo per il terremoto, che ebbe l’intuizione di affidarsi ai sindaci, riconoscendo loro l’autonomia necessaria per intervenire tempestivamente e rispondere concretamente alle esigenze delle comunità”, ha aggiunto l’assessore.
“Gli amministratori di allora, sostenuti da questa impostazione, hanno lasciato un’eredità fatta di unità, sacrificio, tenacia e serietà nelle scelte, valori che le generazioni successive hanno saputo raccogliere e portare avanti. Ricordarli oggi significa riconoscere che la forza del Friuli nasce anche dalla solidità delle sue istituzioni locali e dalla capacità delle comunità di affrontare insieme le prove più difficili”.
Un ricordo particolare è stato dedicato anche a Salvatore Varisco, assessore regionale alla Ricostruzione, il cui riconoscimento è stato ritirato dal figlio, e a Vittorio Bertossi, assessore provinciale all’epoca del terremoto. Durante la seduta sono stati inoltre ricordati gli amministratori gemonesi che, nel corso degli anni, hanno ricoperto incarichi istituzionali anche a livello regionale. Tra questi Ivano Benvenuti, Virgilio Disetti, Roberto Revelant e la stessa Barbara Zilli, che ha svolto i ruoli di consigliere regionale e assessore regionale.

