Tiramisù: l’orgoglio italiano in un dessert

La fama del dolce italiano più conosciuto e apprezzato al mondo non conosce declino ed anzi, si riconferma costantemente rendendosi protagonista anche in settori diversi dalla pasticceria pura e semplice.

Everybody love tiramisù

Il tiramisù è senza dubbio il dolce italiano più conosciuto a livello internazionale e anche uno dei più apprezzati all’estero. Non a caso “tiramisù” è la quinta parola italiana più conosciuta al mondo in riferimento alla gastronomia, la prima riguardante i dolci e, secondo un’indagine condotta e riferita dall’Accademia della Crusca, questo termine è presente come “italianismo gastronomico” (che cioè non necessita traduzione) in 23 lingue diverse.

Si tratta infatti di un dolce al cucchiaio che mette d’accordo praticamente tutti grazie alla sua consistenza deliziosa e alla versatilità che permette di declinarlo in moltissime varianti più o meno “eretiche” rispetto alla ricetta originale.

Una creazione contesa

La vera origine di questo dolce (di cui puoi trovare la ricetta tradizionale qui) è avvolta dal mistero e la questione della sua paternità è oggetto di una delle dispute più aspre  nel panorama gastronomico del Belpaese.

Sebbene si tratti di un dolce nato piuttosto di recente: la ricetta attuale non compare in nessun ricettario prima degli anni Settanta del Novecento, così come non si individua alcun riferimento al tiramisù in enciclopedie e dizionari prima del 1980.

La lotta per l’attribuzione della sua creazione dura da decenni e vede concorrere diverse Regioni italiane, ma soprattutto il Friuli Venezia Giulia e il Veneto.

La prima teoria tra le più accreditate vuole infatti che a dare origine al celebre dolce tra gli anni Sessanta e Settanta sarebbe stato il pasticciere Roberto “Loly” Linguanotto del ristorante Alle Beccherie di Treviso.

La seconda ipotesi attribuisce invece la paternità al ristorante Il Vetturino in provincia di Gorizia), dove già si preparava la Coppa Vetturino (a base di cioccolato e zabaione) oppure all’albergo Roma di Tolmezzo, in provincia di Udine, dove a metà Novecento già si serviva una rivisitazione del Dolce Torino, con mascarpone e caffè al posto di burro e alchermes.

Tra storia e leggenda

Altre teorie fanno riferimento a un passato talmente lontano da trasformarsi in leggende.

Una di queste risale addirittura alla Siena del Seicento, dove sarebbe stata creata la zuppa del duca in occasione della visita di Cosimo III de’ Medici in città.

Un’altra colloca questa creazione nell’Ottocento come omaggio a Camillo Benso Conte di Cavour.

Nel 2010 l’Accademia Italiana della Cucina ha sancito ufficialmente la paternità della vera ricetta del tiramisù alla città di Treviso, dove nel 2018 presso Casa dei Carraresi è stato persino inaugurato un museo dedicato a questo dolce, annoverato anche tra nella lista dei Prodotti agroalimentari tradizionali friulani.

Frutto di un provvidenziale errore?

Come si legge sull’Inkiesta, il tiramisù sarebbe frutto di uno dei “provvidenziali sbagli” che hanno cambiato le sorti della pasticceria internazionale.

Una vox populi riferisce infatti che il sopra citato Loly Linguanotto avrebbe realizzato il tiramesù solo per caso: mentre cercava di realizzare lo “sbatudin“, un dessert povero fatto con tuorlo d’uovo montato con lo zucchero, gli cadde nel composto un po’ di mascarpone, ma il risultato fu tanto delizioso che il pasticcere decise di spalmarlo su savoiardi imbevuti di caffè, trasformandolo in un dolce inedito ispirato alla zuppa inglese e alle bavaresi che aveva conosciuto lavorando in Germania.

Nel 2020 sotto le luci della ribalta… in attesa di Sanremo

Dalla “brevettazione” della ricetta ad oggi, la celebrità del tiramisù non conosce battute d’arresto. Anzi: il dolce è ormai unanimemente considerato un simbolo dell’italianità nel mondo, tanto da trovare spazio anche nell’ambito delle occasioni ufficiali che intendono celebrarla.

Un esempio? Come riportato in questo articolo, nel 2020 in occasione della 70esima edizione del Festival di Sanremo, lo chef Emanuele Scarello, ha preparato un tiramisù per 500 persone e lo ha servito agli ospiti della serata Rai “La sera tutti a casa” (che come da tradizione anticipa l’apertura della rassegna musicale più celebre d’Italia) nell’ambito di Casa Sanremo, l’area hospitality del festival.