Inaugurato il nuovo Pronto soccorso di San Daniele: più spazi e servizi

Il momento del taglio del nastro

Il Pronto soccorso dell’ospedale di San Daniele del Friuli cambia volto. Sono stati inaugurati oggi, giovedì 8 ottobre, i nuovi spazi ampliati e rinnovati del reparto, al termine di un intervento di ristrutturazione da circa 2 milioni di euro. Un investimento pensato per migliorare l’accoglienza dei pazienti, rendere più funzionale l’organizzazione interna e garantire una maggiore sicurezza nella gestione delle emergenze.

All’inaugurazione ha partecipato l’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, che ha sottolineato l’importanza dell’intervento nel percorso di trasformazione del sistema sanitario del Friuli Venezia Giulia, accelerato dalle criticità emerse durante la pandemia.

Nuova sala d’attesa, sala gessi e spazi più grandi

I lavori hanno interessato diversi ambienti del Pronto soccorso, con l’obiettivo di migliorare la separazione dei flussi dei pazienti e creare aree dedicate alle diverse esigenze assistenziali. Una riorganizzazione che punta a rendere più efficiente il lavoro del personale sanitario e a garantire percorsi più sicuri per chi accede alla struttura.

Tra gli interventi principali figurano la realizzazione di una nuova sala d’attesa, l’ampliamento della sala gessi e della camera calda, lo spazio riservato all’accesso protetto dei mezzi di soccorso. Sono state inoltre ricavate aree filtrate e specializzate, sulla base delle necessità emerse durante l’emergenza Covid. Un investimento che consente al presidio ospedaliero di San Daniele di disporre di ambienti più moderni e adeguati alle esigenze assistenziali, con una particolare attenzione alla gestione degli accessi e alla sicurezza dei pazienti.

Riccardi: “Gli ospedali devono cambiare”

Durante la cerimonia, l’assessore Riccardi ha ricordato come la pandemia abbia evidenziato i limiti di un sistema sanitario troppo concentrato sulla gestione delle situazioni acute, rendendo necessaria una revisione dell’organizzazione dell’assistenza. Secondo l’esponente della Giunta regionale, il rinnovamento delle strutture deve accompagnarsi a una trasformazione più ampia della rete sanitaria, capace di rafforzare il collegamento tra ospedali e servizi territoriali.

Riccardi ha ribadito che l’obiettivo della Regione non è chiudere gli ospedali del territorio, ma trasformarne le funzioni, adattandole ai cambiamenti dei bisogni di salute della popolazione. Ha inoltre evidenziato come la riorganizzazione del sistema regionale in tre aziende, con tre ospedali centrali e una maggiore integrazione tra territorio e strutture ospedaliere, abbia contribuito a sostenere l’impatto dell’emergenza sanitaria.

L’assessore ha riconosciuto che questo percorso richiede decisioni complesse, talvolta ostacolate da interessi particolari e resistenze al cambiamento, sottolineando la necessità di mantenere al centro la sostenibilità del servizio pubblico.

Più assistenza a domicilio per ridurre i ricoveri

Un altro tema affrontato durante l’inaugurazione è stato quello del rafforzamento dell’assistenza territoriale, considerato dalla Regione uno degli strumenti principali per ridurre i ricoveri ospedalieri non necessari e alleggerire la pressione sulle strutture.

Riccardi ha richiamato in particolare il risultato raggiunto dall’Assistenza Domiciliare Integrata, che in Friuli Venezia Giulia ha superato l’11% della popolazione con più di 65 anni. Un dato che, secondo l’assessore, dimostra l’importanza di garantire cure direttamente a casa delle persone quando le condizioni cliniche lo consentono, evitando accessi e ricoveri che potrebbero essere gestiti attraverso altri servizi.

Nel suo intervento ha infine ribadito la volontà di rafforzare la prevenzione, superare progressivamente il ricorso ai medici a gettone e definire regole chiare nei rapporti con la sanità privata accreditata.