Si è concluso con un arresto l’incubo vissuto per circa un anno da una donna di 44 anni a Maniago, in provincia di Pordenone, vittima di atti persecutori da parte del proprio vicino di casa. In manette è finito un 37enne di cittadinanza egiziana, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Pordenone ed eseguita dai Carabinieri lo scorso 24 marzo 2026.
Un anno di molestie e minacce culminate con l’aggressione e le lesioni
La vicenda affonda le radici nei mesi scorsi, quando la donna, di origine marocchina, aveva trovato il coraggio di rivolgersi ai Carabinieri della Stazione di Maniago per denunciare i comportamenti vessatori dell’uomo. Secondo quanto ricostruito, la 44enne sarebbe stata sottoposta a una lunga serie di molestie e minacce, protrattesi nel tempo e divenute via via sempre più gravi. Nonostante le prime segnalazioni, infatti, l’atteggiamento del vicino non solo non si è interrotto, ma è degenerato in una vera e propria escalation di violenza.
Il culmine della vicenda si è verificato a metà marzo, quando l’uomo avrebbe aggredito fisicamente la donna al termine dell’ennesimo episodio di tensione. A seguito dell’aggressione, la vittima ha riportato lesioni giudicate guaribili in sette giorni dai sanitari. Un episodio che ha contribuito a rafforzare il quadro accusatorio e a evidenziare la pericolosità della situazione.
L’indagine e l’arresto
L’attività investigativa condotta dai Carabinieri di Maniago ha permesso di ricostruire in modo dettagliato mesi di comportamenti persecutori. Gli elementi raccolti hanno delineato un quadro ritenuto grave, con un pericolo concreto e attuale per l’incolumità non solo della donna, ma anche della figlia minorenne.
Sulla base di queste risultanze, la Procura della Repubblica di Pordenone ha richiesto al Gip l’applicazione della misura cautelare in carcere, poi accolta. Il provvedimento è stato eseguito il 24 marzo, ponendo fine a una situazione ritenuta di elevato rischio sociale.
L’importanza della denuncia nei casi di “Codice Rosso”
Il caso evidenzia ancora una volta l’importanza della denuncia tempestiva nei procedimenti rientranti nel cosiddetto “Codice Rosso”, lo strumento normativo pensato per garantire una corsia preferenziale alle indagini sui reati di violenza domestica e di genere. Fondamentale, in questo contesto, anche l’azione costante delle forze dell’ordine nel monitoraggio delle situazioni a rischio e nella tutela delle vittime più vulnerabili.
