La 49esima edizione della Fieste de Patrie dal Friûl.
C’è una ricorrenza che ogni anno richiama le radici più profonde del Friuli, intrecciando storia, identità e senso di comunità. La Fieste de Patrie dal Friûl, giunta alla 49esima edizione, torna il 12 aprile tra Artegna e Montenars, ma nel 2026 assume un significato ancora più intenso. L’anniversario si inserisce infatti nell’anno del cinquantesimo dal terremoto del 1976, una ferita ancora viva nella memoria collettiva ma anche simbolo della straordinaria capacità di rinascita del territorio.
È in questo contesto che si inseriscono le parole dell’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, intervenuto a Udine alla presentazione ufficiale dell’evento, alla presenza anche dell’assessore alle Finanze Barbara Zilli. Un’edizione che, oltre al valore commemorativo, punta a valorizzare cultura, lingua e appartenenza, attraverso un programma articolato e il coinvolgimento diretto dei territori.
Un’edizione carica di significato
“La Festa della Patria del Friuli esprime un valore profondo di identità, memoria e comunità – commenta l’assessore Roberti – . Nel 2026 questa ricorrenza assume un significato ancora più intenso perché si colloca nell’anno del cinquantesimo terremoto, una data che richiama il dolore della tragedia e insieme la ricostruzione di un territorio, la forza di una comunità e il coraggio con cui il Friuli si è rialzato. A questo si accompagna un programma di altissima qualità, capace di valorizzare storia, cultura e appartenenza”.
Nel corso dell’incontro l’esponente della Giunta ha rivolto un ringraziamento ai territori coinvolti nell’organizzazione, evidenziando il valore dell’impegno assunto “in un anno che vedrà i piccoli Comuni del Friuli coinvolti in un calendario molto ampio di appuntamenti e commemorazioni per il cinquantesimo anniversario del sisma del 1976″.
La manifestazione, organizzata dai Comuni di Artegna e Montenars con il sostegno della Regione e dell’Arlef (Agenzia regionale per la lingua friulana), accompagna anche quest’anno il percorso di valorizzazione delle origini, della cultura e della storia di autonomia del popolo friulano.
La valorizzazione del friulano.
Accanto al valore identitario della Fieste, Roberti ha richiamato il tema della lingua friulana, ribadendo il massimo impegno della Regione: “La promozione del friulano rappresenta una priorità portata avanti con continuità da otto anni, attraverso strumenti normativi, finanziari e progettuali” ha ricordato.
Tra gli obiettivi strategici indicati da Roberti rientra anche il rafforzamento dell’informazione nella televisione pubblica in lingua friulana. Nel quadro delle politiche linguistiche l’assessore ha richiamato inoltre il ruolo della Commissione paritetica, nella quale operano in misura uguale rappresentanti dello Stato e della Regione Friuli Venezia Giulia, come sede centrale per accompagnare i passaggi istituzionali più rilevanti.
Tra i risultati già conseguiti Roberti ha citato anche il Teatro Stabil Furlan, indicato come esito concreto di una precisa iniziativa regionale. Un ulteriore passaggio del suo intervento ha riguardato la scuola e l’insegnamento del friulano. Roberti ha ribadito il valore di questo investimento, sostenuto con risorse regionali, osservando come la domanda delle famiglie e le indagini sociolinguistiche confermino un interesse diffuso verso la presenza della lingua friulana nei percorsi educativi.
In chiusura Roberti ha rivolto il suo augurio per la ricorrenza a tutti i friulani e a tutti i cittadini del Friuli Venezia Giulia, definendo la Festa della Patria del Friuli una celebrazione dell’intera comunità regionale. L’assessore ha infine richiamato anche i Comuni friulanofoni del Veneto, che possono aderire al bando promosso dall’Arlef e partecipare alle iniziative collegate alla ricorrenza.

