rieste flagellata dalla Bora nella giornata di oggi, 1 aprile 2026. Le forti raffiche di vento hanno messo a dura prova il territorio e richiesto un intenso lavoro da parte dei vigili del fuoco, impegnati in decine di interventi per tutta la giornata.
Dalle 11.30 del mattino fino alle 19.00, il Comando dei vigili del fuoco di Trieste ha operato senza sosta con quattro squadre – due dalla sede centrale, una dal distaccamento di Opicina e una da quello di Muggia – supportate da due autoscale e due funzionari. Sono 40 interventi già conclusi, mentre alle 19 risultano ancora 4 interventi in corso e 15 chiamate in attesa. Numeri che danno la misura dell’intensità dell’ondata di maltempo che ha colpito il capoluogo giuliano.
Alberi caduti e tetti danneggiati
Le criticità principali hanno riguardato alberi caduti o pericolanti, coperture divelte, finestre danneggiate e altri elementi costruttivi resi instabili dalla forza del vento.
Per consentire le operazioni in sicurezza, alcune strade sono state temporaneamente chiuse, in particolare via Galatti, per la presenza di finestre pericolanti e la strada per Montedoro, a causa di alberi a rischio caduta
A supporto delle operazioni è intervenuta anche la Protezione Civile comunale, attivata grazie alla convenzione siglata nel 2025 con il Comune di Trieste. Le squadre, coordinate dalla sala operativa dei vigili del fuoco, hanno contribuito soprattutto alla rimozione degli alberi caduti in diverse zone della città.
Incendio in un appartamento, nessun ferito
Nel corso della giornata si è registrato anche un incendio in un’abitazione di via Concordia. Le fiamme, sviluppatesi in una camera da letto, sono state rapidamente domate dalla squadra del distaccamento di Opicina intervenuta intorno alle 12. Fortunatamente nessuna persona è rimasta coinvolta, poiché l’appartamento era vuoto al momento dell’incendio.
Considerata la situazione di forte pressione sulla centrale operativa, i vigili del fuoco ricordano alla cittadinanza di contattare il numero di emergenza esclusivamente per reali richieste di soccorso, così da non rallentare la gestione degli interventi in corso.
