Sanità FVG, piano shock per gli stipendi: investimenti per 1,2 miliardi di euro

Un momento della conferenza stampa.

Una manovra imponente per blindare il sistema sanitario regionale e premiare chi ci lavora. Il governatore Massimiliano Fedriga, insieme all’assessore alla Salute Riccardo Riccardi, ha presentato i nuovi strumenti di valorizzazione del personale del Friuli Venezia Giulia. Un piano che poggia su numeri chiari: oltre 1 miliardo e 200 milioni di euro investiti e una crescita costante delle risorse destinate alle buste paga dei professionisti.

Fedriga: “Basta propaganda, parlano i numeri”

Il governatore ha rivendicato la solidità della scelta politica della Giunta: “La Regione sta investendo risorse ingenti nella valorizzazione dei professionisti del nostro sistema sanitario. Una scelta doverosa, in grado di rendere attrattivo questo comparto, che è frutto di una impostazione che supera la distribuzione a pioggia dei finanziamenti, concentrando invece le dotazioni a favore dei settori che ne hanno più necessità con l’obiettivo di dare risposte sempre migliori ai cittadini e di creare un’organizzazione più sicura ed efficiente”.

Secondo Fedriga, questa operazione è figlia della crescita del territorio: “Tutto questo è possibile grazie a bilanci sani e in grande crescita. Una diretta conseguenza delle maggiori compartecipazioni di un tessuto economico regionale che produce molto di più rispetto al passato. Aumentando le risorse a disposizione del bilancio regionale, abbiamo potuto investire in modo cospicuo, come testimoniano i dati, in un ambito strategico come quello della salute. Rispetto alla propaganda e alle continue speculazioni che investono il settore sanitario, è fondamentale raccontare all’opinione pubblica la realtà dei numeri, supportati anche dal fatto che la contrattazione con le rappresentanze sindacali ha registrato una convergenza pressoché assoluta”.

Riccardi: “Risorse raddoppiate e addio al tetto di spesa”

L’assessore Riccardi è entrato nel dettaglio tecnico della manovra, citando la svolta normativa che ha permesso di sbloccare i fondi: “La modifica del tetto di spesa previsto dalla normativa nazionale per l’assunzione di personale sanitario ci ha consentito di mettere a disposizione quasi 240 milioni di euro in più rispetto al 2019. Noi abbiamo potuto implementare queste risorse in maniera importante perché la sentenza della Corte costituzionale del 2023 ci consente un’autonomia in questa materia, arrivando così a investire oltre 1 miliardo e 200 milioni di euro“.

Il trend di crescita è netto: “Un anno fa questa manovra per il personale stimava 37 milioni di euro, mentre nel 2026, a contratto collettivo nazionale di lavoro sottoscritto, sarà di quasi 75 milioni di euro. Risorse che vanno al personale sanitario che è cresciuto sconfessando chi sostiene che ci siano maggiori fuoriuscite dal nostro sistema rispetto agli ingressi”. I dati ufficiali confermano infatti che tra dirigenti e comparto (20.891 dipendenti totali), dal 2021 al 2025 si registra un aumento netto di 562 unità.

Premialità, welfare e nuove categorie incluse

La novità sostanziale riguarda non solo la quantità delle risorse, ma la loro distribuzione basata sul merito e sul disagio lavorativo. “L’altro fattore di novità particolarmente rilevante sono i livelli retributivi che sono variabili con premialità legate alla tipologia del lavoro, alle aree critiche e al tema delle responsabilità, condivise dalla quasi totalità delle organizzazioni sindacali”, ha spiegato Riccardi.

Il piano di quest’anno estende i benefici a professionisti finora meno coinvolti: “Interessiamo categorie finora escluse come gli operatori sociosanitari, i tecnici di laboratorio e di radiologia e le ostetriche. Oltre a raddoppiare la parte del welfare e incrementare le indennità per servizi come turni notturni o festivi, l’altra novità importante è data dai 10 milioni di euro per il comparto amministrativo che in questo momento presenta retribuzioni più basse rispetto ad altre tipologie contrattuali”.