Truffata, riabbraccia i suoi gioielli: tra questi la fede del marito scomparso

Un momento di grande commozione, soprattutto quando ha potuto rimettere al dito la fede nuziale del marito scomparso, accanto alla propria. È stato questo il momento più significativo della restituzione dei gioielli a un’anziana di 82 anni di Pasiano di Pordenone, vittima di una truffa avvenuta lo scorso agosto. Un ricordo dal valore affettivo inestimabile, recuperato grazie alle indagini dei Carabinieri della Compagnia di Sacile, che hanno riconsegnato anche a una seconda donna, residente a Roveredo in Piano, i preziosi sottratti. Complessivamente, il bottino recuperato ammonta a circa 24mila euro.

La restituzione dei gioielli alle due anziane

A consegnare personalmente i preziosi all’82enne è stata il capitano Camilla Bernacchini, comandante della Compagnia Carabinieri di Sacile, che si è recata nella Residenza Sanitaria Assistita dove la donna è ospitata. Alla presenza della nipote, l’anziana ha potuto riavere tutti gli oggetti che le erano stati portati via, compresa la fede del defunto marito.

Particolarmente emozionante il momento in cui la donna, visibilmente commossa, ha indossato nuovamente l’anello, un ricordo che temeva di aver perso per sempre. Anche l’altra vittima, una 75enne di Roveredo in Piano, ha recuperato tutti i gioielli in oro che le erano stati sottratti, recandosi personalmente in caserma. La restituzione è avvenuta su delega della Procura della Repubblica di Pordenone, a conclusione delle attività investigative che avevano permesso di recuperare l’intero bottino.

Dieci anziani nel mirino, otto riescono a evitare la truffa

La vicenda risale allo scorso 6 agosto, quando un giovane di 21 anni di origini campane, con la collaborazione telefonica di alcuni complici, aveva tentato di raggirare dieci persone anziane residenti tra Fiume Veneto, Roveredo in Piano, Praturlone, Cimpello, Vivaro e Cordovado.

Il sistema utilizzato era quello del falso carabiniere: attraverso una telefonata, i truffatori cercavano di convincere le vittime a consegnare denaro contante e oggetti preziosi. In otto casi, però, gli anziani avevano riconosciuto il tentativo di raggiro, interrompendo immediatamente la comunicazione e contattando il numero unico di emergenza 112. In due episodi, invece, i malviventi erano riusciti a impossessarsi dei gioielli.

Le indagini, avviate immediatamente dai Carabinieri dell’Aliquota Operativa di Sacile con il supporto delle Stazioni di Prata di Pordenone e Fontanafredda, avevano consentito di ricostruire gli spostamenti del sospettato. Attraverso l’incrocio dei dati relativi ai mezzi di trasporto utilizzati e la realizzazione di un identikit elettronico, i militari erano riusciti a individuare l’itinerario di fuga verso il Sud Italia.

La collaborazione con la Polizia Ferroviaria del Lazio aveva quindi permesso di intercettare il 21enne la sera stessa, a bordo di un Frecciarossa appena arrivato alla stazione di Roma Termini. Nello zaino del giovane erano stati trovati i gioielli sottratti alle due donne.

Il ragazzo era stato arrestato in flagranza e trasferito nel carcere romano di Regina Coeli. Alla fine di agosto, i Carabinieri di Sacile gli avevano inoltre notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura di Pordenone.

L’appello dei Carabinieri contro le truffe

La restituzione dei preziosi rappresenta un risultato importante non soltanto dal punto di vista investigativo, ma anche per il valore personale degli oggetti recuperati, spesso legati ai ricordi di una vita. I Carabinieri rinnovano l’invito a prestare la massima attenzione alle telefonate di persone che si presentano come appartenenti alle forze dell’ordine o come avvocati, chiedendo denaro, gioielli o il pagamento di presunte cauzioni.

Nessun appartenente alle forze dell’ordine richiede la consegna di denaro o oggetti preziosi per risolvere problemi giudiziari. In caso di telefonate sospette, il consiglio è di interrompere subito la conversazione e contattare il 112.