Si spaccia per un finto carabiniere per rubare l’oro: arrestato a Udine

Aveva raccolto quasi 190 grammi di gioielli in oro, convinto di doverli mostrare a un incaricato dei carabinieri per verificare che non provenissero da una rapina. Ma quando si è trattato di consegnarli, il proprietario di casa ha esitato, mandando all’aria il piano dei truffatori. È successo a Udine, dove la Squadra Mobile della Questura ha arrestato un uomo proveniente da fuori regione, accusato di tentata truffa pluriaggravata.

L’episodio risale a martedì 13 ottobre, quando gli agenti hanno intercettato in via Manzini un uomo che era appena uscito in tutta fretta da un’abitazione. Il sospettato, un cittadino italiano residente in un’altra regione, era ancora al telefono con un complice rimasto sconosciuto.

La rapina inventata e la richiesta dei gioielli

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la truffa era stata organizzata seguendo un copione ormai ricorrente. La vittima aveva ricevuto una telefonata da un uomo che si era spacciato per un maresciallo dei carabinieri, raccontandogli che la sua automobile era stata utilizzata da alcuni banditi per commettere una rapina in gioielleria.

Una rapina che, in realtà, non era mai avvenuta. Con questo pretesto, il falso maresciallo aveva convinto il residente a raccogliere tutti i preziosi custoditi nell’abitazione, sostenendo che fosse necessario verificarne la provenienza. A casa dell’uomo si era quindi presentato un sedicente “delegato incaricato dai Carabinieri”, pronto a esaminare i gioielli. La vittima, ancora al telefono con il falso maresciallo, aveva effettivamente radunato quasi 190 grammi d’oro, ma non aveva intenzione di lasciarli nelle mani dello sconosciuto. Di fronte alla sua resistenza, il presunto truffatore aveva deciso di rinunciare e di uscire dall’abitazione. Una volta in strada, però, si era trovato davanti gli agenti della Squadra Mobile, che lo hanno fermato.

L’arresto e il divieto di tornare a Udine

L’uomo è stato arrestato in flagranza per tentata truffa pluriaggravata e accompagnato nel pomeriggio di martedì in carcere. Giovedì 15 ottobre, il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto, disponendo nei suoi confronti l’obbligo di dimora nel comune di residenza. Il Questore di Udine ha inoltre emesso un foglio di via obbligatorio, con divieto di ritorno nel capoluogo friulano per tre anni.