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Data

Mar 12 2020

Ora

19:30

Lo spettacolo sulla decimazione di Cercivento al Teatro Nuovo Giovanni da Udine

Con la regia di Massimo Somaglino

Era il 1916 e quattro soldati, alpini del 109° Battaglione “Monte Arvenis”, operante nella zona di Monte Croce Carnico, venivano fucilati a Cercivento con l’accusa di insubordinazione agli ordini e di sottintesa combutta con il nemico al di là della trincea, mentre altri 29 venivano incarcerati per il resto della loro vita. Le accuse rimangono controverse, poiché si crede che i soldati abbiano contestato l’ordine di attacco da loro ritenuto inutile e suicida. A distanza di anni, ricercatori e parenti non si sono dati pervinti nella loro ricerca per riabilitare la memoria di questi uomini, ricorrendo a testimonianze e carte processuali.

Il drammaturgo Carlo Tolazzi ha raccolto la vicenda nel testo teatrale Prima che sia giorno, vincitore nel 2002 del Premio Culturale “Renato Appi” di Cordenons, poi riadattato da Riccardo Maranzana e Massimo Somaglino nel 2003 e presentato in prima edizione al Mittelfest, grazie alla produzione di Teatro Club Udine, riportando sulla tragica vicenda l’attenzione pubblica.

“Cercivento” torna ora, riadattato in una seconda edizione diretta da Massimo Somaglino e prodotta dal  Teatro dell’Elfo di Milano, in un atto unico, presentato in prima nazionale al Teatro Nuovo Giovanni da Udine giovedì 12 marzo alle 19.30 e alle 21.30. Questa volta sul palco i due attori Alessandro Maione e Filippo Quezel. Il Comune di Cercivento e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia hanno scelto di dare il loro contributo e sostegno allo spettacolo.

E’ notte, e i due alpini aspettano il loro destino di morte che arriverà da lì ad un’ora all’interno della sagrestia di una chiesa riconvertita in prigione. Sono un carnico e un veneto, accusati di insubordinazione e combutta col nemico. Disperati, arrabbiati, impauriti, umiliati, persi nei loro ricordi, consumano il tempo che rimane loro e li separa dalla fine. Somaglino mette in scena il dramma di un’umanità piegata dalla guerra e da un orrore più grande di lei, che si ritrova tra le montagne stretta nella condizione della miseria e ricerca la propria sopravvivenza.

Molte sono le vicende che hanno visto alcuni giovani soldati della Grande Guerra macchiarsi di accuse infondate, perché ribelli a degli ordini superiori che ne avrebbero certamente decretato la morte. Con questo spettacolo di riporta alla memoria un episodio che tocca da vicino il territorio regionale, in prima linea nel conflitto, per riflettere sul fatto che l’orrore delle uccisioni non scorresse solo tra eserciti nemici, ma serpeggiasse anche all’interno degli stessi plotoni.

Lo spettacolo proseguirà poi con due appuntamenti a San Vito al Tagliamento e a Milano al Teatro Elfo.

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Autore: Elena Gasparri