Gastone, l’oca di Fiume Veneto, divide il paese. Gli animalisti: “Giù le mani da lui”

L’oca Gastone, diventata negli anni una vera e propria mascotte di Fiume Veneto, finisce al centro di un dibattito sulla convivenza tra persone e animali. Dopo l’episodio che ha visto una donna scivolare a terra, spaventata dall’animale che aveva aperto le ali, il Partito Animalista Italiano del Friuli Venezia Giulia e Animal Pride Defending prendono posizione in difesa di Gastone, chiedendo che non vengano adottati provvedimenti nei suoi confronti.

L’oca vive da tempo lungo il fiume Fiume ed è ormai una presenza familiare per molti residenti. L’episodio della caduta ha però sollevato alcune richieste di intervento, provocando la reazione delle associazioni animaliste, che considerano ingiustificato attribuire all’animale comportamenti aggressivi.

La difesa di Gastone: “Aprire le ali non è un gesto aggressivo”

“È ora di smetterla di considerare aggressivo ciò che è naturale! Un’oca che apre le ali compie un gesto istintivo, non un atto ostile, tanto più che la signora non è stata nemmeno toccata”, dichiarano Irene Giurovich, portavoce regionale del Partito Animalista Italiano, Fabio Rabak, coordinatore regionale del PAI, e Patrizia Munarin, presidente di Animal Pride Defending.

Secondo i rappresentanti delle associazioni, quanto accaduto dimostrerebbe una scarsa conoscenza dei comportamenti degli animali e delle modalità con cui le persone dovrebbero rapportarsi alla fauna presente sul territorio. “Chi se ne lamenta evidentemente non ha alcuna nozione di biologia, né di come l’essere umano interagisca con l’ambiente naturale. Questo fa pensare tristemente alla perdita di conoscenze e di quel patrimonio di convivenza che in certi ambiti è venuto meno”, proseguono gli animalisti.

Le due organizzazioni esprimono dispiacere per la caduta della donna, ma ribadiscono che Gastone non avrebbe avuto alcun contatto fisico con lei. A loro giudizio, la paura suscitata da un comportamento naturale non può diventare una ragione per allontanare un animale che da tempo vive nella zona. “Consigliamo alla signora e a tutti coloro che si spaventano per ciò che è naturale di studiare di più il nostro habitat, per non temere gli animali che vivono su questa terra da prima di noi”, aggiungono i rappresentanti delle associazioni.

Una lettera al Comune per proteggere Gastone

La mobilitazione non si ferma alle dichiarazioni. Il Partito Animalista Italiano FVG e Animal Pride Defending hanno scritto alla sindaca di Fiume Veneto, avanzando alcune proposte per migliorare la convivenza tra cittadini e animali. In particolare, le associazioni chiedono l’installazione di cartelli informativi lungo il fiume, con indicazioni sui comportamenti corretti da adottare nei confronti dell’oca. Tra le raccomandazioni figurano quella di non disturbare Gastone, evitare di offrirgli alimenti inadatti, come il pane, e tenere i cani al guinzaglio.

Una richiesta che si affianca a quella già avanzata dalla LAV di Pordenone e che punta a tutelare l’animale senza compromettere la frequentazione dell’area da parte dei cittadini. Le associazioni propongono inoltre l’organizzazione di incontri pubblici dedicati alla conoscenza della fauna, compresi gli animali selvatici e quelli che vivono abitualmente a stretto contatto con gli insediamenti umani. L’obiettivo è sensibilizzare la popolazione e prevenire situazioni di conflitto dovute alla scarsa familiarità con i comportamenti degli animali.

“Gastone non deve pagare per essersi comportato secondo natura”

Il timore degli animalisti è che le polemiche possano portare a decisioni penalizzanti per l’oca, nonostante il suo comportamento venga considerato del tutto naturale. “È inaccettabile che Gastone rischi decisioni innaturali e impopolari solo per essersi comportato secondo la sua natura: giù le mani da Gastone!”, sottolineano le associazioni.

Da qui l’appello all’amministrazione comunale affinché privilegi l’informazione e la sensibilizzazione rispetto a eventuali provvedimenti sull’animale. “Convivere con gli animali è una competenza che si impara e si tramanda: investire in conoscenza è l’unico modo per evitare che la paura, nata dall’ignoranza, trasformi in nemici creature che non hanno fatto altro che essere se stesse”, concludono i rappresentanti del Partito Animalista Italiano FVG e di Animal Pride Defending.