Sono 5.273 le famiglie aiutate dalla rete ecclesiale del Friuli Venezia Giulia attraverso le strutture impegnate nella distribuzione di aiuti alimentari. In tutto sono circa 13 mila le persone raggiunte, con i minori che rappresentano circa un terzo dei beneficiari. I dati sono stati presentati a Udine durante il convegno “Non solo pane”, ospitato nella sede della Fondazione Friuli.
La rilevazione ha coinvolto le strutture caritative delle diocesi di Udine, Concordia-Pordenone, Trieste e Gorizia, attraverso 73 questionari compilati da realtà come empori della solidarietà e banchi alimentari. L’obiettivo è fotografare l’evoluzione delle situazioni di fragilità economica a distanza di circa un decennio dalla prima mappatura.
Dai dati emerge che il 60 per cento delle persone aiutate è straniero, mentre il 54 per cento è composto da donne. Quattro nuclei su dieci, invece, sono formati da cittadini italiani.
Quando il reddito non basta
La difficoltà economica non riguarda soltanto chi è senza lavoro. Secondo la rilevazione, nel 90,4 per cento dei casi il principale problema è un reddito insufficiente, mentre la disoccupazione è indicata nel 79,5 per cento delle situazioni.
L’aiuto alimentare diventa così una forma di sostegno anche per chi, pur avendo un’occupazione, non riesce a far fronte alle spese essenziali. La disponibilità di beni alimentari rappresenta una base di sicurezza materiale e permette di ridurre la pressione economica e la preoccupazione legata alla difficoltà di arrivare a fine mese.
Il 71 per cento delle risorse distribuite dalla rete arriva attraverso la Colletta alimentare, che pesa per il 43 per cento, e attraverso il Fondo sociale europeo e il Fondo nazionale, che rappresentano il 27,7 per cento.
Riccardi: “Dobbiamo intervenire in maniera strutturale”
Al convegno è intervenuto anche l’assessore regionale alle Politiche sociali Riccardo Riccardi, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra istituzioni e volontariato.
“L’alleanza tra pubblico e volontariato, soprattutto per quanto riguarda l’aiuto alle persone più fragili, è diventata sempre più importante. Le fragilità non sono soltanto materiali o legate al reddito, ma accompagnano la vita delle persone in una società destrutturata: per questo dobbiamo far evolvere gli strumenti di contrasto alla povertà e intervenire in maniera strutturale per rispondere ai bisogni emergenti”, ha detto Riccardi.
L’assessore ha inoltre ricordato che la Regione sta lavorando al nuovo Piano regionale di contrasto alla povertà, sostenuto dal Fondo sociale regionale e dalla collaborazione con il Terzo settore. Per definire le nuove misure, è in corso anche un’analisi delle situazioni di fragilità insieme all’Università di Udine.

