Bilancio da record per il festival Collega-Menti: oltre 5mila presenze e 72 eventi in quattro città

I numeri del festival Collega-Menti.

Oltre 5mila presenze, 72 appuntamenti e più di 90 ospiti tra docenti, ricercatori, esperti, giornalisti e rappresentanti delle istituzioni. Si chiude con numeri da record la quarta edizione di “Collega-Menti”, il festival della divulgazione scientifica e culturale organizzato dall’Università di Udine, che quest’anno ha portato incontri, laboratori e spettacoli tra Udine, Pordenone, Gorizia e Gemona del Friuli.

Tre giorni di programmazione, ai quali si sono aggiunte alcune anteprime, dedicati al tema degli “Equilibri” e pensati per avvicinare il pubblico alla ricerca universitaria, alle sue scoperte e alle grandi questioni della contemporaneità.

Oltre 5mila presenze e laboratori sold out

Il programma dell’edizione 2026 ha coinvolto oltre 90 ospiti e proposto complessivamente 72 eventi, distribuiti in 20 luoghi delle quattro città sedi dell’Ateneo friulano. Tra gli appuntamenti anche 23 laboratori interattivi rivolti a famiglie e studenti e 19 “Vetrine della Ricerca” ospitate nell’ex Chiesa di San Francesco a Udine, trasformata durante il fine settimana in un percorso dedicato alle attività dell’Università.

Numerosi laboratori hanno registrato il tutto esaurito già in fase di preiscrizione. Grande interesse è stato riservato alle attività per le scuole e ai percorsi sul benessere psicofisico, dalle passeggiate benessere alle lezioni di yoga, fino agli incontri dedicati alla gestione dello stress e delle ansie quotidiane.

Sold out anche il laboratorio di scrittura con l’intelligenza artificiale, la caccia al tesoro fotografica per le vie della città, l’iniziativa dedicata alla riscoperta degli spazi verdi attraverso “l’architettura della calma” e il laboratorio con le scrittrici Elisabetta Dami e Lucia Tancredi, dedicato alla parola come strumento di cura.

Tra gli eventi di maggiore richiamo le serate al Teatro San Giorgio di Udine con Moni Ovadia, Barbara Errico, Elisabetta Dami e Lucia Tancredi, lo spettacolo dei Papu a Pordenone realizzato appositamente per il festival e l’appuntamento inaugurale al Teatro Nuovo Giovanni da Udine con il fisico Marco Testa, seguito da oltre mille studenti delle scuole secondarie di secondo grado.

A Pordenone la lezione del divulgatore scientifico Massimo Polidoro ha coinvolto circa 200 studenti, mentre a Udine oltre 300 giovani hanno partecipato all’incontro con il matematico e Medaglia Fields Alessio Figalli.

Montanari: “Una straordinaria festa del sapere”

“Il successo di questa quarta edizione e il sold out registrato da tanti laboratori per le famiglie dimostrano quanta sete vi sia di una divulgazione pratica, coinvolgente e rigorosa. Collega-Menti è un progetto realizzato interamente da docenti, ricercatori e personale tecnico e amministrativo del nostro Ateneo”, sottolinea il rettore dell’Università di Udine Angelo Montanari.

“L’interdisciplinarietà è la cifra identitaria del festival fin dalla sua nascita, nella convinzione che le sfide contemporanee vadano affrontate integrando cultura scientifica e cultura umanistica. La scelta di espandere capillarmente la rassegna in tutte le sedi universitarie si è rivelata vincente”.

Una formula che sarà riproposta. “Il Friuli è il nostro territorio di riferimento e la risposta ricevuta a Udine, Pordenone, Gorizia e Gemona ci spinge a confermare con convinzione questa formula diffusa anche per il prossimo anno. In una società che spinge verso facili semplificazioni, l’Università rivendica il compito di raccontare la complessità e offrire strumenti critici alla comunità”.

Montanari ha quindi rivolto il ringraziamento “a tutti coloro che hanno lavorato all’organizzazione e alle migliaia di cittadini e studenti che hanno vissuto con noi questa straordinaria festa del sapere, oltre che alla curatrice scientifica Barbara Gallavotti”.

Gallavotti: “Trovare nuovi equilibri per il futuro”

A spiegare il filo conduttore dell’edizione è la curatrice scientifica Barbara Gallavotti. “Scegliere il tema degli Equilibri per questa edizione è stata una sfida affascinante e al tempo stesso quanto mai necessaria. Oggi abbiamo sempre più l’impressione di aver perso l’equilibrio, di essere sul punto di cadere, e questo ci mette molto a disagio”.

“Con questo festival abbiamo voluto proporre un punto di vista diverso: in un mondo in rapida evoluzione l’equilibrio non può che essere dinamico, e quanto più abbiamo l’impressione di perderlo tanto più è il momento di trovarne uno nuovo: adatto ai tempi che viviamo e al futuro che desideriamo costruire”.

Un percorso, conclude Gallavotti, da costruire “tutti insieme, ricercatori e cittadini”, mettendo in collegamento competenze, conoscenze, valori, priorità e desideri.