Caro carburanti, in Friuli Venezia Giulia arrivano i ristori per le imprese

La Regione mobilita 12,3 milioni di euro tra ristori carburante e contributi ai Confidi per sostenere l’accesso al credito delle imprese. Un nuovo bando per compensare parte dei rincari del carburante e un intervento attraverso i Confidi per facilitare l’accesso ai finanziamenti. Sono le due misure approvate dalla Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, che mettono complessivamente in campo 12,3 milioni di euro a sostegno delle imprese colpite dall’aumento dei costi energetici. Le domande per i nuovi ristori carburante potranno essere presentate dal 6 ottobre al 6 novembre 2026, con una platea più ampia rispetto al primo bando.

“Le due misure approvate oggi dalla Giunta regionale sono il risultato concreto del percorso di ascolto e concertazione avviato nei mesi scorsi con le categorie economiche per affrontare gli effetti dell’aumento dei costi energetici sulle imprese del Friuli Venezia Giulia. Abbiamo raccolto le esigenze espresse dal sistema produttivo e, alla luce del perdurare dei rincari, abbiamo messo in campo ulteriori strumenti per sostenere la liquidità e la capacità di tenuta delle nostre imprese”, ha dichiarato a Trieste, il 2 ottobre, l’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini, commentando l’approvazione delle due delibere.

“Il confronto con le rappresentanze economiche – ha aggiunto Bini – ci ha consentito di affinare il secondo bando per i ristori carburante, ampliando il periodo di riferimento e la platea delle attività interessate, e di affiancare a questa misura un intervento per facilitare l’accesso al credito attraverso i Confidi. È un approccio che intendiamo mantenere, perché in una fase di forte instabilità internazionale è fondamentale intervenire tempestivamente sulla base delle esigenze concrete delle imprese”.

Ristori carburante: 9,3 milioni e nuovi settori ammessi

La prima deliberazione destina circa 9,3 milioni di euro al secondo bando per contributi a fondo perduto, finalizzati a compensare parzialmente i maggiori costi sostenuti nel 2026 per l’acquisto di carburante rispetto al 2025. “Rispetto al primo bando – precisa Bini – focalizzato sui settori dei trasporti e della logistica, abbiamo ulteriormente ampliato la platea, comprendendo anche il settore artigiano, il commercio ambulante, i servizi di vigilanza, l’attività di catering, i servizi di produzione e post-produzione cinematografica, nonché il settore delle attività di pulizia e dell’assistenza domiciliare”.

Nel dettaglio, rispetto al precedente bando, la platea comprende anche i lavori di costruzione specializzati (codice Ateco 43), il commercio all’ingrosso di combustibili solidi, liquidi, gassosi e di prodotti derivati (46.81.00), il commercio al dettaglio ambulante (47), i servizi di trasloco (49.42), il trasporto mediante condotte (49.5), le attività di traino e soccorso stradale (52.21.6) e le attività postali e di corriere (53).

Rientrano inoltre le attività di servizi di ristorazione mobile (56.12), i servizi di catering per eventi, catering su base contrattuale e altri servizi di ristorazione (56.2, escluso 56.22.02), le attività di produzione cinematografica, di video e programmi televisivi (59.11) e quelle di post-produzione cinematografica, di video e programmi televisivi (59.12).

L’ampliamento interessa anche le attività di vigilanza privata (80.01.2), le attività di vigilanza n.c.a. (80.09), le attività di pulizia (81.2), le scuole guida (85.53), le attività di assistenza sociale non residenziale per anziani o persone con disabilità (88.1), il lavaggio e la pulitura di prodotti tessili forniti da lavanderie industriali (96.10.1), oltre ai servizi funerari e alle attività connesse (96.3).

Periodi di riferimento, importi e scadenze

Per le imprese che non hanno partecipato al primo bando, il confronto dei costi riguarderà il periodo dal 1° marzo al 16 settembre 2026, rispetto allo stesso periodo del 2025. Per quelle che hanno già presentato domanda, il periodo considerato sarà invece dal 16 giugno al 16 settembre 2026.

Gli importi dei contributi saranno differenziati in base alla tipologia di impresa. Per gli esercenti l’attività di agente e rappresentante di commercio, il contributo non potrà superare 1.000 euro. Per gli esercenti i servizi di taxi e noleggio con conducente (NCC), il commercio ambulante e la ristorazione mobile, il contributo sarà compreso tra un minimo di 1.000 euro e un massimo di 3.000 euro.

Sono previsti massimali fino a 30mila euro per le micro, piccole e medie imprese (PMI) e fino a 50mila euro per le grandi imprese. Non saranno ammissibili a contributo maggiori costi inferiori a 1.000 euro. Il bando resterà aperto dal 6 ottobre al 6 novembre 2026.

Tre milioni ai Confidi per facilitare l’accesso al credito

La seconda deliberazione dà seguito all’ultima legge di assestamento, che ha messo a disposizione 3 milioni di euro per agevolare l’accesso al credito delle imprese maggiormente colpite dall’incremento dei costi energetici.

Le risorse saranno assegnate ai Confidi attraverso un apposito bando e consentiranno di sostenere le garanzie e abbattere le relative commissioni. Sono previste contribuzioni proporzionalmente maggiori a favore delle imprese con minore merito creditizio, per aiutare i soggetti che incontrano più difficoltà nell’accesso ai finanziamenti.

Gli interventi riguarderanno in particolare i settori maggiormente esposti al rincaro dei prodotti energetici, tra cui costruzioni, trasporti, logistica, ristorazione e assistenza, in continuità con la platea individuata per i ristori carburante.

“Con queste due misure – ha concluso Bini – la Regione rafforza una strategia costruita insieme alle categorie: da un lato il ristoro diretto dei maggiori costi sostenuti, dall’altro un sostegno alla liquidità attraverso il sistema dei Confidi. L’obiettivo è accompagnare le imprese in una fase ancora caratterizzata da forte volatilità dei prezzi e preservare la capacità del nostro sistema produttivo di continuare a investire e creare valore sul territorio”.