Il Friuli Venezia Giulia si prepara a intervenire con misure straordinarie a sostegno delle imprese messe sotto pressione dal caro energia legato al conflitto in Medio Oriente. Lo ha annunciato il governatore Massimiliano Fedriga nel corso del tavolo convocato a Trieste con le rappresentanze datoriali e i sindacati.
L’obiettivo è duplice: da un lato garantire interventi immediati per alleggerire i costi energetici, dall’altro avviare un percorso strutturale verso l’autonomia energetica delle aziende.
Aiuti immediati e investimenti strutturali
“In attesa dei provvedimenti del governo nazionale, la nostra intenzione è predisporre interventi di supporto basati su modelli già sperimentati”, ha spiegato Fedriga, sottolineando come le misure dovranno essere rapide ed efficaci, con procedure di erogazione semplici.
La strategia regionale si articolerà su due direttrici principali: contributi per il pagamento delle bollette e facilitazioni per l’accesso al credito, insieme a investimenti destinati a rendere le imprese meno dipendenti dalle fonti energetiche tradizionali. Un piano che punta a coinvolgere migliaia di realtà produttive del territorio.
Particolare attenzione sarà riservata ai settori più esposti, come quello dei trasporti, ritenuto fondamentale per garantire approvvigionamenti e consumi. Su questo fronte, la Regione ha già annunciato la convocazione di un tavolo specifico dedicato a logistica ed energia.
Il sostegno del mondo produttivo
Arriva intanto il plauso di Confcommercio Fvg, che definisce l’iniziativa regionale “una sensibilità concreta” in grado di offrire un supporto decisivo alle imprese del terziario. Secondo il presidente regionale Gianluca Madriz e i rappresentanti provinciali, l’intervento è fondamentale anche alla luce del peso economico del settore sul territorio, in termini di occupazione, valore aggiunto e gettito fiscale.
Nel dettaglio, il piano dovrebbe tradursi in un’azione “multidirezionale e condivisa”, con misure per garantire liquidità, accesso al credito, sostegno ai comparti della logistica e dei trasporti colpiti dal caro carburanti e incentivi per l’utilizzo delle fonti rinnovabili.
Costi in aumento fino al 40%
Le preoccupazioni del comparto sono confermate anche dai dati. Secondo un’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio in collaborazione con il Centro Europa Ricerche, l’impatto del conflitto potrebbe essere pesante: i costi dell’energia elettrica per le imprese potrebbero aumentare tra l’8,5% e il 13,9%, mentre quelli del gas tra il 30% e il 43%.
Tra i settori più colpiti figurano alberghi, pubblici esercizi – in particolare ristoranti – e negozi alimentari di grandi dimensioni, categorie già esposte a forti consumi energetici. Uno scenario che rischia di avere ricadute significative sull’intero sistema economico regionale e che ha spinto la Regione ad accelerare sulle misure di sostegno, ribadendo la propria vicinanza al tessuto produttivo del Friuli Venezia Giulia.
