La condanna delle Pm10, anche Udine e Trieste tra le città a rischio

Denuncia di Legambiente Fvg sulle 432 città italiane prese in esame.

Anche Udine e Trieste tra le 432 città europee considerate dalla Corte di Giustizia UE che ha inflitto l’ennesima condanna in campo ambientale a causa degli alti livelli di polveri sottili nelle città italiane.

La procedura, iniziata nel 2014, si rifà ad una Direttiva europea del 2008 che si pone come obiettivo la riduzione graduale degli inquinanti dell’aria. Secondo l’Agenzia ambientale europea, il nostro Paese è al secondo posto per morti annue per polveri sottili PM2.5 (52.300) e per l’ozono (3000) e al primo per le morti da biossido di azoto (10.400).

È per questo che l’Europa denuncia un sistematico e continuo superamento dei limiti sia giornalieri che medi annui e una mancata messa in campo di misure efficaci al loro abbattimento. Oltre ad un costo elevato in termini di vite umane, questi livelli determinano un bilancio pesante in termini di benessere del cittadino, come ad esempio malattie croniche, stress o altro.ù

Il rapporto dell’European public health alliance, appena pubblicato, prende in esame proprio queste variabili mettendole in relazione col tenore di vita e delinea una situazione a dir poco preoccupante. E su un totale di 432 città UE considerate ci sono, appunto, anche Udine e Trieste, che manifestano un costo sociale pro-capite annuo in linea con la media UE (1250 euro), e dove il valore assoluto è di 127 milioni a Udine e 139 milioni a Trieste.

Dati preoccupanti che fanno il paio con quelli del recente rapporto di Legambiente Mal’Aria, che riferendosi ai più restrittivi parametri di qualità dell’aria dell’Oms, classifica i capoluoghi di provincia del Friuli Venezia Giulia insufficienti con l’eccezione di Gorizia considerata sufficiente.

In questa situazione, intanto, si muovono le associazioni. Dalla collaborazione tra Legambiente Fvg, l’Associazione allergie e pneumopatie infantili ed Eurotech spa è nato il progetto Genki, che vede anche la collaborazione di altri enti come l’Università di Udine. Tra gli obiettivi svolgere attività tecniche di analisi dei dati con dispositivi di monitoraggio forniti da Eurtotech in grado di rilevare 11 parametri di qualità dell’aria nelle scuole e con l’università e fare attività di sensibilizzazione tra i giovani.