l Comune di Udine replica a Confcommercio sul tema degli accessi dei mezzi nella Ztl e nelle aree pedonali del centro storico. Al centro del confronto c’è il passaggio dell’autobotte comunale utilizzata per irrigare le nuove alberature, indicato dall’associazione di categoria come esempio per chiedere maggiore flessibilità anche nelle operazioni di carico e scarico delle attività.
L’amministrazione distingue però nettamente le due situazioni, sostenendo che l’ingresso di un mezzo destinato a un servizio pubblico non possa essere equiparato alle esigenze delle singole attività commerciali. “È necessario partire da una distinzione sostanziale: un conto è l’accesso di un mezzo impiegato per svolgere un servizio di interesse pubblico, un altro è consentire l’ingresso per esigenze, pur comprensibili, legate alla singola attività privata. Nel primo caso parliamo di un intervento necessario alla cura e alla manutenzione dello spazio pubblico, svolto dal Comune nell’interesse dell’intera collettività; nel secondo, invece, di una deroga che, per essere equa, dovrebbe inevitabilmente essere estesa a una platea molto ampia di operatori” spiega l’assessore alla Viabilità Ivano Marchiol.
L’autobotte entra per irrigare le piante
Il Comune chiarisce quindi le ragioni che consentono al mezzo di accedere alle aree normalmente interdette al traffico. “Il mezzo a cui si fa riferimento è un’autobotte utilizzata per irrigare le nuove alberature e le piante del centro. È evidente che quel servizio non possa essere svolto trasportando l’acqua a mano con degli innaffiatoi” continua Marchiol. “L’autobotte passa una sola volta al giorno e in questo periodo di caldo intenso è indispensabile per evitare che le piante appena messe a dimora muoiano. Quelle stesse alberature, peraltro, contribuiscono a rendere il centro più fresco, gradevole e accogliente per cittadini e turisti, con un beneficio indiretto anche per le attività commerciali.
Il chiarimento ribadisce dunque la natura pubblica del servizio, ma lascia sul tavolo il tema sollevato dai commercianti: anche il rifornimento di alcune attività può richiedere la movimentazione di merci pesanti o deperibili e Confcommercio aveva chiesto proprio di valutare modalità di accesso limitate e regolamentate.
“Oltre 3mila pass, non possiamo aprire le vie pedonali”
L’amministrazione richiama quindi i numeri complessivi delle autorizzazioni, sottolineando come un’estensione generalizzata delle deroghe coinvolgerebbe una platea molto ampia. “Il tema degli accessi va poi valutato sulla base dei numeri reali. I pass richiesti alla Polizia Locale per imprese con sede in Ztl, imprese esterne che devono effettuare consegne – comprese quelle di alimenti freschi e medicinali – e corrieri sono oggi oltre 3.000. Pensare di aprire sistematicamente le vie pedonali a una platea di queste dimensioni significherebbe snaturarne completamente la funzione. Per usare un’immagine molto semplice, non possiamo trasformare via Mercatovecchio in una sorta di tangenziale nelle ore del mattino.
Il dato dei pass viene quindi utilizzato dal Comune per motivare la necessità di mantenere regole restrittive, anche se la richiesta avanzata dalle categorie riguarda soprattutto la possibilità di individuare eccezioni circoscritte per particolari esigenze di consegna, e non un’apertura indiscriminata delle aree pedonali.
Per il Comune il carico-scarico è già garantito
Secondo l’amministrazione, inoltre, gli strumenti per consentire il rifornimento degli esercizi commerciali esistono già. “Va inoltre ricordato che la possibilità di effettuare le operazioni di carico e scarico è già garantita attraverso gli appositi stalli presenti nella Ztl, il cui numero è stato aumentato in maniera considerevole proprio con l’istituzione della nuova zona a traffico limitato. Non viene quindi meno la possibilità di rifornire le attività: si tratta semplicemente di utilizzare gli spazi previsti e rispettare regole valide per tutti, a beneficio sia di chi lavora sia di chi vive e frequenta il centro, come avviene normalmente in ogni città”.
Il confronto si sposta quindi sull’effettiva adeguatezza degli stalli e sulla possibilità che questi rispondano anche alle esigenze delle attività più difficili da raggiungere o che devono ricevere merci particolarmente pesanti, fresche o deperibili.
Marchiol: “Le richieste sono state valutate una per una”
L’assessore sottolinea infine che il Comune ha già affrontato alcuni casi specifici insieme alle associazioni di categoria. “Questo non significa che il Comune non abbia ascoltato le esigenze delle categorie. Al contrario, in questi mesi ci sono stati diversi incontri proprio per affrontare situazioni specifiche, dalle consegne di prodotti freschi alle necessità delle gelaterie e di altre attività con particolari esigenze operative. Le richieste concrete sono state valutate una per una e gli uffici tecnici hanno individuato soluzioni puntuali, che hanno trovato anche la soddisfazione di Confcommercio.
Restiamo quindi pienamente disponibili al confronto, come abbiamo sempre fatto, purché le proposte tengano insieme le esigenze delle attività con quelle complessive della città. In questi giorni di grande caldo Udine continua fortunatamente a essere visitata da molti turisti, oltre che vissuta quotidianamente dai cittadini. Dobbiamo garantire loro un centro storico accessibile, piacevole, sicuro e realmente pedonale, dove sia possibile passeggiare, fermarsi e fare acquisti senza una presenza continua di mezzi motorizzati. È questo l’equilibrio che vogliamo continuare a tutelare“. Resta però aperto il confronto sulla possibilità di conciliare questo principio con le esigenze operative dei commercianti, soprattutto laddove il trasporto delle merci dagli stalli fino alle attività risulti particolarmente complesso.

