Da Malnisio a Cave del Predil: un piano per valorizzare i tesori industriali del Fvg

Archeologia industriale, il Consiglio regionale vota per la tutela e valorizzazione.

Non più monumenti all’abbandono, ma una risorsa viva per il turismo e la cultura. Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la mozione di Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) che impegna la Giunta a una strategia organica per la tutela del patrimonio industriale storico del Friuli Venezia Giulia.

L’obiettivo è trasformare gli oltre 40 siti censiti sul territorio in una vera rete museale. Un patrimonio vastissimo che spazia dalla Centrale di Malnisio all’Amideria Chiozza, dalle Cave del Predil alle numerose fornaci, officine, fonderie e cotonifici che hanno segnato l’economia e il paesaggio regionale.

Una memoria da valorizzare

La mozione punta a salvare luoghi “a rischio scomparsa”. “Non si tratta solo di salvare manufatti — ha sottolineato Honsell — ma di preservare la memoria del progresso sociale della nostra regione”. Il piano prevede un censimento georeferenziato e l’adesione a reti europee per intercettare nuovi flussi turistici.

L’iniziativa ha trovato il sostegno convinto di tutti i gruppi, dal M5S ad Avs fino al Pd, i cui esponenti hanno richiamato l’esigenza di evitare interventi frammentati e garantire una gestione sostenibile nel tempo, capace di rigenerare le città senza consumo di suolo.

La risposta della Regione

Anche la Maggioranza ha espresso parere favorevole. Se Diego Bernardis (Fp) ha ricordato il lavoro già avviato per coinvolgere le scuole, l’assessore alla Cultura Mario Anzil ha ribadito che il recupero di questi beni rientra in una visione complessiva della Regione, precisando che gli interventi saranno calibrati sulle risorse e sulla collaborazione con le amministrazioni locali.