Minori vittime di reato, in Fvg aumentano del 10%: quasi la metà sono maltrattamenti in famiglia

Sono 235 i minori vittime di reato in Friuli Venezia Giulia nel 2025, il 9,3% in più rispetto all’anno precedente. Un aumento più marcato di quello registrato in Italia, dove la crescita si è fermata all’1%. In regione quasi la metà dei casi riguarda maltrattamenti in famiglia. La maggioranza delle vittime è di sesso femminile.

I dati, elaborati dal Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale, sono stati diffusi dalla Fondazione Terre des Hommes all’interno del Dossier indifesa 2026, presentato a Roma in vista della Giornata internazionale delle bambine dell’11 ottobre.

In Fvg 109 vittime di maltrattamenti in famiglia

Le vittime femminili sono 133, il 56,6% del totale. Ma la componente di genere diventa ancora più evidente nei reati sessuali: in Friuli Venezia Giulia sono 74 le vittime complessive, pari al 31,5% di tutti i minori vittime di reato, e l’85,1% è femmina.

Il reato più diffuso resta però quello dei maltrattamenti in famiglia, con 109 vittime. Rappresentano il 46,4% di tutti i casi registrati in regione: quasi una vittima su due.

In Italia 7.272 minori vittime di reato

Il dato del Friuli Venezia Giulia si inserisce in un quadro nazionale che nel 2025 ha raggiunto un nuovo record: 7.272 minori vittime di reato, 68 in più rispetto al 2024, con una crescita dell’1%. Se l’aumento nell’ultimo anno è contenuto, il confronto sul lungo periodo mostra una crescita molto più marcata: dal 2015 le vittime sono aumentate del 43%, 2.192 in più.

Anche in Italia il reato più diffuso sono i maltrattamenti in famiglia, con 3.008 vittime, il 41,4% del totale. Seguono la violenza sessuale, con 881 vittime, e la violenza sessuale aggravata, con 664. Insieme raggiungono 1.545 vittime. Al terzo posto c’è l’abbandono di persone minori o incapaci, con 637 vittime. Complessivamente, maltrattamenti in famiglia, violenze sessuali e abbandono rappresentano 5.190 casi, il 71,4% del totale.

Reati sessuali, oltre otto vittime su dieci sono femmine

La prevalenza femminile è particolarmente forte nei reati sessuali. In Italia, considerando le sette fattispecie individuate nel dossier, le vittime sono 2.451 e 2.024 sono bambine o ragazze: l’82,6%.

La componente femminile arriva all’87% tra le vittime di violenza sessuale e all’86% per la violenza sessuale aggravata. È del 79% negli atti sessuali con minorenne, del 76% nella prostituzione minorile, del 79% nella detenzione di materiale pornografico, del 71% nella pornografia minorile e del 65% nella corruzione di minorenne.

Anche i maltrattamenti in famiglia mostrano una crescita significativa nel tempo: le vittime sono passate dalle 1.442 del 2015 alle 3.008 del 2025, con un aumento del 109%. Nel 2025 le bambine e le ragazze rappresentano il 54% delle vittime.

“La prevenzione non può prescindere dai territori”

Alla presentazione del dossier, il presidente dell’Anci Gaetano Manfredi ha sottolineato il ruolo dei Comuni nel contrasto alla violenza sui minori.

“I Comuni rappresentano il primo presidio istituzionale e più prossimo alla vita quotidiana di bambini, bambine e famiglie”, ha dichiarato Manfredi, indicando nei territori, nelle scuole, nei servizi sociali e negli spazi aggregativi i luoghi decisivi per individuare precocemente i segnali di disagio e costruire una rete di protezione.

Sul tema è intervenuto anche il prefetto Raffaele Grassi, Vice Capo della Polizia e Direttore Centrale della Polizia Criminale. “L’azione di contrasto al fenomeno della violenza sui minori deve intendersi globale“, ha affermato, sottolineando la necessità di mettere in comune competenze ed esperienze attraverso tavoli di lavoro territoriali.

“L’argomento è inserito all’ordine del giorno sui tavoli di tutte le Prefetture italiane“, ha aggiunto Grassi, spiegando che l’obiettivo è definire strategie di prevenzione e contrasto coinvolgendo forze di polizia e istituzioni locali.

Per Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes Italia, davanti a questi numeri non basta la denuncia. “Dobbiamo, in particolare, investire sulla prevenzione a partire dalla scuola e dai luoghi frequentati dai minorenni, sostenere concretamente le famiglie e rafforzare i servizi territoriali, rendere il web uno spazio più sicuro”, ha detto.

L’obiettivo indicato da Terre des Hommes è costruire una strategia nazionale “stabile, finanziata e misurabile”, capace di mettere insieme prevenzione, emersione precoce, protezione e presa in carico, oltre al lavoro di repressione.