Protezione civile, i sindaci del Natisone e del Torre: “Dialogo con le istituzioni, ma siamo pronti a sospendere l’attività”

Profondo cordoglio, ma anche una presa di posizione netta sul futuro della Protezione Civile. I sindaci della Comunità di montagna del Natisone e Torre intervengono pubblicamente dopo la recente pronuncia giudiziaria legata alla morte del volontario Giuseppe De Paoli, esprimendo vicinanza ai familiari e solidarietà al sindaco di Preone e al coordinatore del gruppo comunale coinvolti.

Cordoglio e solidarietà dopo la tragedia

Nel loro intervento, i primi cittadini ribadiscono innanzitutto il dolore per quanto accaduto e la vicinanza alla famiglia della vittima, sottolineando al tempo stesso il sostegno alle figure istituzionali e operative finite al centro della vicenda giudiziaria. Una posizione che riflette la preoccupazione diffusa tra gli amministratori locali, chiamati quotidianamente a gestire attività complesse e spesso rischiose.

“Servono regole chiare per tutelare chi opera”

Al centro del documento emerge con forza il tema delle responsabilità. I sindaci evidenziano come la Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia rappresenti un modello riconosciuto anche oltre i confini regionali, fondato sull’impegno e sulla preparazione dei volontari.

Proprio per questo, spiegano, il rischio di attribuire responsabilità penali anche in presenza del rispetto delle procedure e delle normative potrebbe indebolire un sistema che si regge sulla disponibilità e sul senso civico degli operatori. “Ogni attività operativa comporta un margine di rischio”, ricordano, sottolineando come gli interventi avvengano spesso in contesti di emergenza dove il pericolo non può essere azzerato.

Confronto urgente con Regione e Governo

I sindaci chiedono quindi un’accelerazione nel confronto già avviato con la Regione Friuli Venezia Giulia e con il Governo nazionale. L’obiettivo è arrivare a una definizione chiara e univoca delle responsabilità di amministratori e operatori, garantendo al tempo stesso adeguate tutele giuridiche.

Serve, evidenziano, un quadro normativo certo che eviti interpretazioni contrastanti e permetta di operare con sicurezza, sia dal punto di vista operativo sia sotto il profilo legale.

Il rischio di stop alle attività non essenziali

Pur ribadendo la piena assunzione delle responsabilità legate al proprio ruolo, i primi cittadini mettono in guardia sulle possibili conseguenze in assenza di risposte rapide. Senza un sistema normativo sostenibile, spiegano, diventa sempre più difficile garantire la continuità dei servizi essenziali per la sicurezza delle comunità.

Per questo, non escludono la possibilità di valutare anche la sospensione di attività non essenziali, come forma di tutela per volontari e amministratori.

“La Protezione Civile è un presidio fondamentale”

Nel documento viene infine ribadito il valore della Protezione Civile, definita un elemento essenziale di solidarietà, competenza e coesione sociale. Salvaguardarla, sottolineano i sindaci, significa proteggere l’intero territorio. Da qui l’appello alle istituzioni affinché intervengano con senso di responsabilità ed equilibrio, trovando soluzioni rapide e concrete a una situazione che, dopo i recenti eventi, non può più attendere.