Spento l’incendio sul monte Amariana, fine dell’emergenza in Carnia. Ora parte la conta dei danni.
Dopo due settimane di operazioni senza sosta, l’incendio che ha devastato il monte Amariana è stato ufficialmente dichiarato spento. La comunicazione è arrivata nella mattinata di oggi, venerdì 21 agosto, dal responsabile della Stazione forestale di Tolmezzo alla Sala operativa della Protezione civile regionale, sancendo così la conclusione dell’emergenza.
Si chiude una delle più impegnative operazioni antincendio degli ultimi anni in Friuli Venezia Giulia. Secondo una prima stima, sono infatti circa 800 gli ettari percorsi dalle fiamme nell’incendio scoppiato il 7 agosto a causa di un fulmine sul monte che domina Amaro, Tolmezzo e l’Alta Val Tagliamento.
Nella giornata di ieri erano proseguite anche le attività di bonifica degli incendi sul Monte Palavierte e sul Monte Dobis, nel territorio comunale di Tolmezzo. Con la chiusura della base antincendio allestita in località Pissebus, sono terminate anche le operazioni sul campo che per giorni hanno impegnato Corpo forestale regionale, Protezione civile, Vigili del fuoco, volontari delle squadre comunali e associazioni.
Un incendio che non si vedeva da oltre vent’anni
Per dimensioni e intensità, quanto accaduto sull’Amariana richiama uno degli episodi più gravi della storia recente della montagna friulana. Bisogna tornare infatti al 2003, quando un incendio doloso devastò oltre 890 ettari, interessando in larga parte le stesse zone colpite in queste settimane.
Questa volta il rogo ha avuto origine naturale, ma si è sviluppato con una forza eccezionale. In particolare durante il fine settimana di Ferragosto, le fiamme hanno sprigionato temperature elevatissime e un’intensità tale da rendere inefficaci i normali tentativi di spegnimento diretto. La strategia si è quindi concentrata soprattutto sul contenimento e sul controllo del fronte, mentre continuavano a bruciare vaste aree di vegetazione composte principalmente da Pino nero e Pino silvestre.
La situazione è rimasta particolarmente critica fino a mercoledì 19 agosto, quando il calo delle temperature e la diminuzione del vento hanno consentito di dichiarare l’incendio sotto controllo. La svolta definitiva è arrivata con le piogge intense delle ultime ore, che hanno bagnato in profondità il terreno ancora caldo e contribuito a spegnere gli ultimi focolai.
Ora i sopralluoghi e la verifica dei danni
Terminata l’emergenza, inizierà adesso la fase dei rilievi. Nei prossimi giorni il personale del Corpo forestale regionale entrerà nelle aree bruciate che potranno essere raggiunte in sicurezza a piedi, con l’obiettivo di quantificare i danni e individuare eventuali situazioni di rischio.
Particolare attenzione sarà riservata alle zone più ripide, dove potrebbero verificarsi cadute di massi o di alberi danneggiati dal fuoco. Le aree considerate troppo pericolose per l’accesso diretto saranno controllate anche attraverso l’impiego dei droni. Una volta conclusi i sopralluoghi, la Stazione forestale di Tolmezzo predisporrà il Foglio Notizie Incendi Boschivi, documento che raccoglierà tutti i dati relativi all’evento. Le informazioni saranno inserite nel sistema regionale A.R.D.I. e trasmesse alla Prefettura, ai Comuni interessati e alla Protezione civile regionale.
L’incendio dell’Amariana rappresenta il rogo più importante registrato quest’anno, ma il bilancio complessivo del 2026 resta pesante. Dal primo gennaio fino a ieri sono stati censiti 80 incendi boschivi, per una superficie complessiva di circa 1.100 ettari. I mesi più difficili sono stati luglio e agosto, con una maggiore concentrazione degli episodi soprattutto tra Carnia e Carso.

