Prosegue il percorso avviato dalla Società Lignano Pineta in collaborazione con il Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Università di Udine per la valorizzazione e la gestione sostenibile della pineta demaniale, un patrimonio naturale di 11 ettari a nord del lungomare Kechler
Non appena arriverà il via libera dell’ENAC, i droni sorvoleranno la pineta per effettuare una prima mappatura dettagliata. L’obiettivo è duplice: censire gli alberi e analizzarne lo stato di salute, creando una base dati precisa e aggiornata.
A questo si affiancherà l’installazione di sensori per monitorare lo stock di carbonio assorbito dai pini neri e la loro crescita nel tempo. Un lavoro che vedrà protagonisti anche gli studenti universitari, coinvolti direttamente nelle attività di analisi e ricerca. La pineta si trasforma così in un vero e proprio laboratorio a cielo aperto.
Dall’ambiente alla salute.
Parallelamente procede il percorso per ottenere certificazioni che attestino la gestione sostenibile dell’area. Un passaggio strategico che punta a dare riconoscimento formale all’impegno ambientale portato avanti dalla Società Lignano Pineta.
I primi risultati saranno presentati al territorio già nei prossimi mesi: a luglio è previsto un convegno al PalaPineta, durante il quale verranno illustrati i dati raccolti nella fase iniziale del progetto. Un momento di restituzione pubblica che coinvolgerà cittadini, operatori e istituzioni.
Accanto alla componente scientifica, prende forma anche quella legata alla qualità della vita. Grazie al contributo dell’antropologa ambientale Camilla Costa, si stanno sviluppando percorsi di fruizione della pineta orientati al benessere psico-fisico.
Tra le ipotesi in campo anche attività dedicate a pazienti oncologici, in un’ottica che unisce ambiente, salute e inclusione. La pineta non solo come ecosistema da tutelare, ma anche come spazio capace di generare benefici concreti per le persone.
Ardito: “Un passaggio fondamentale per una gestione sempre più consapevole e sostenibile”

“Questo progetto rappresenta per la società Lignano Pineta un passaggio fondamentale — ha commentato il presidente Giorgio Ardito —. Stiamo entrando in una fase concreta in cui la ricerca scientifica ci permette di leggere e misurare il valore della pineta, accompagnandoci verso una gestione sempre più consapevole e sostenibile. Allo stesso tempo, vogliamo che questo patrimonio naturale diventi uno spazio sempre più fruibile, capace di generare benessere per le persone e valore per il territorio”.
A guidare le attività per l’Ateneo friulano è la responsabile scientifica prof.ssa Ivana Bassi, affiancata dal prof. Antonio Tomao, dal prof. Luca Iseppi e dai collaboratori Lorenzo Orzan e Luca Cadez. Per la Società Lignano Pineta il progetto è seguito dal presidente Giorgio Ardito, insieme all’agronomo Alessandro Ricetto, al consulente per il bilancio di sostenibilità Alessandro Braida e ai collaboratori dell’azienda, da sempre attivi nella cura della pineta. Il percorso di certificazione è curato dalle dottoresse Francesca Visintin ed Elisa Tomasinsig di E-Frame e da Elisa Mason della società Lignano Pineta.
