Mettere in sicurezza il territorio e chiudere definitivamente una ferita ambientale aperta dagli anni Ottanta. È questo l’obiettivo del progetto di bonifica e ripristino del sito Aspica-Cecutti (un’area composta da tre discariche contigue) presentato martedì sera alla cittadinanza di Premariacco nella Sala Mons. Pizzoni di Orsaria. L’intervento, frutto della sinergia tra il Comune e il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana, si concentrerà sull’ex discarica Aspica, situata sulla sinistra idraulica del Natisone che presenta criticità strutturali storiche.
Le criticità del sito: 11mila metri cubi di percolato
L’area in questione fu utilizzata come discarica per soli due anni negli anni Ottanta, ma le indagini condotte tra il 2021 e il 2023 hanno portato alla luce una situazione complessa. Lo strato di rifiuti ha uno spessore di circa cinque metri, con un fondo in ghiaia che scende oltre i nove metri di profondità.
Il problema principale è l’assenza di una documentazione sull’impermeabilizzazione del fondo e la mancanza di una vasca di raccolta del percolato, la cui presenza è stimata in circa 11.000 metri cubi. Già nel 2001 era stata rilevata una contaminazione della falda, mentre le analisi recenti hanno escluso la presenza di biogas.
Il Primo Lotto: pozzi di estrazione e “capping” impermeabile
Il cuore dell’intervento, illustrato dalle ingegnere Alessandra Tonelli ed Eleonora Iannozzi, riguarda il primo lotto funzionale. L’obiettivo primario è interrompere il flusso di inquinanti verso l’acquifero attraverso due azioni simultanee.
Da un lato, l’emungimento del percolato, con la realizzazione di appositi pozzi di estrazione collegati a una cisterna monolitica esterna da almeno 30 metri cubi per lo stoccaggio temporaneo ; dall’altro, la copertura impermeabile (Capping) con la posa di una stratigrafia normativa composta da geocomposito bentonitico, geomembrana in HDPE, geotessile, strato drenante e terreno superficiale per la gestione delle acque meteoriche.
“Dopo una fase progettuale in cui ci siamo premurati di effettuare valutazioni puntuali e di dettaglio, vista anche la storia del sito, siamo lieti di essere in dirittura d’arrivo della fase autorizzativa e contiamo di consegnare i lavori entro l’anno“, ha specificato l’ing. Tonelli. “Il primo step ha avuto come obiettivo proprio quello di massimizzare l’efficacia di questo primo lotto, in modo da non dover procedere con i lotti successivi, più invasivi e costosi”.
I tempi e il monitoraggio della falda
L’iter amministrativo è in fase avanzata: dopo la Conferenza dei Servizi di febbraio 2026, il Consorzio presenterà le integrazioni richieste entro aprile, per poi procedere al progetto esecutivo e alla gara d’appalto. Il monitoraggio sarà costante, considerando che la velocità dell’acquifero nell’area varia tra 0,06 e 0,3 metri al giorno, con tempi di percorrenza dei contaminanti stimati tra i 2 e i 12 anni.
Le voci dei protagonisti
La presidente del Consorzio, Rosanna Clocchiatti, ha rivendicato il ruolo dell’ente: “Questo lavoro nasce da una sinergia tra Comune, Consorzio e Regione FVG. L’attività di bonifica ambientale è ormai entrata a pieno titolo fra le attività che sempre più vengono richieste al consorzio. Basti pensare alle molteplici deleghe affidate che, pur tra tante difficoltà normative, riusciamo a realizzare nei tempi previsti”.
Per l’amministrazione comunale, l’assessora all’Ambiente Monika Drescig ha ricordato le difficoltà iniziali: “Abbiamo ereditato una situazione complessa, con la bonifica tornata in capo al Comune e la necessità di reperire i finanziamenti. Non disponendo delle professionalità interne, ci siamo affidati al Consorzio. Oggi presentiamo un passo concreto verso la messa in sicurezza e il recupero ambientale”.
In chiusura, il sindaco Michele De Sabata ha ribadito la rilevanza sociale dell’opera: “Si tratta di un passaggio importante per il nostro territorio che affronta in modo concreto una situazione ereditata dal passato, con un intervento che guarda alla tutela dell’ambiente e alla sicurezza dei cittadini“.
