Quando il terremoto del 6 maggio 1976 danneggiò pesantemente la struttura, Caterina Castellani decise di non fermare l’attività. Avviò subito la ricostruzione, finanziandola autonomamente, e continuò a lavorare. Mezzo secolo dopo, la famiglia Alberti festeggia 120 anni di storia e si prepara a passare il testimone alla quinta generazione.
È una storia che parte da Fagagna, arriva a San Daniele del Friuli nel 1906 e attraversa cinque generazioni, guerre, terremoto, trasformazioni economiche e sociali. La ricorrenza de “La Casa del Prosciutto – Alberti 1906” è stata celebrata con una serata alla quale hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico, collaboratori, clienti e amici della famiglia.
Dall’osteria alla Casa del Prosciutto
Le origini dell’attività degli Alberti risalgono a prima del 1906, quando la famiglia aveva già radici imprenditoriali a Fagagna. Fu Osvaldo Alberti, figlio di Luigi, a trasferire l’attività a San Daniele, legandone da allora la storia a quella della città e del suo prodotto più conosciuto.
Nel corso dei decenni l’azienda è cambiata insieme alla famiglia. Un passaggio importante risale al 1954, quando a Caterina Castellani vennero affidate le redini dell’attività. Fu lei a trasformare la tradizionale osteria in un locale dedicato alla degustazione del prosciutto, anticipando un modello che avrebbe legato sempre più il prodotto all’esperienza dell’accoglienza.
La storia raccontata attraverso cinque generazioni
A ripercorrere i 120 anni della famiglia Alberti è stato Angelo Floramo, storico medievista, scrittore e consulente scientifico della Biblioteca Guarneriana. Più che una semplice cronologia, il suo racconto ha intrecciato la storia dell’impresa con quella delle persone che l’hanno costruita.
Floramo ha dialogato con Carlo Alberti, la moglie Moira e i figli Marco e Luca, facendo emergere ricordi, aneddoti familiari, difficoltà e scelte imprenditoriali. Oggi Marco è responsabile amministrativo e commerciale, mentre Luca segue produzione e controllo qualità: sono loro a rappresentare la quinta generazione chiamata a portare avanti l’attività.
La targa della Regione
Alla serata erano presenti il sindaco di San Daniele Pietro Valent, gli assessori Massimo Pischiutta e Laura Battigelli, il presidente della Comunità Collinare del Friuli Luigino Bottoni, il presidente di Confindustria Udine Luigino Pozzo, l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli e il presidente della Regione Massimiliano Fedriga.
Il Comune di San Daniele e Confindustria Udine hanno consegnato alla famiglia un riconoscimento per il traguardo raggiunto. Fedriga ha invece consegnato a Carlo Alberti una targa di merito della Regione, dedicata a un “esempio di tradizione, qualità e legame con il territorio”.
“Centoventi anni di tradizione hanno affinato una capacità di garantire un prodotto di altissima qualità, riconosciuto a livello internazionale. Questa è la forza della famiglia Alberti ed è anche la forza del Made in Italy: dietro un prodotto ci sono lavoro, fatica, specializzazione, capacità e una qualità che spesso non ha eguali. Dobbiamo essere più capaci di valorizzare e raccontare questo patrimonio”, ha detto Fedriga.
Il governatore ha sottolineato anche il valore del radicamento territoriale delle imprese familiari: “Storie come quella della famiglia Alberti ci aiutano a raccontare il Made in Italy attraverso il valore concreto delle nostre imprese e dei nostri territori. E lo possiamo fare ancora meglio se facciamo squadra, istituzioni e imprese insieme”.
Fedriga ha quindi richiamato il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”, definendolo uno strumento di comunicazione pensato per associare un prodotto al Made in Italy e, contemporaneamente, a una precisa identità territoriale.
“Il patrimonio più importante è quello di chi continua a investire nel proprio territorio, non soltanto perché ha a cuore il successo della propria azienda e della propria famiglia, ma perché si sente parte integrante della comunità. È questo radicamento che ci rende più forti e che ci aiuta anche nei momenti di difficoltà”, ha concluso.
Anche Barbara Zilli ha rivolto un riconoscimento alla famiglia Alberti: “Qui c’è la storia di un modello, che coniuga perfettamente famiglia e lavoro. Una famiglia che si esprime con un’accoglienza unica e una capacità straordinaria di raccontare il proprio prodotto e il proprio territorio”.
I riconoscimenti e il futuro
La storia degli Alberti ha ottenuto anche riconoscimenti nazionali. Nel 2022 “La Casa del Prosciutto” è stata inserita nel Registro dei Marchi Storici di Interesse Nazionale, mentre nel 2023 è entrata nel Registro delle Imprese Storiche Italiane, riservato alle aziende con oltre cento anni di attività continuativa nello stesso settore.
Il traguardo dei 120 anni, però, non guarda soltanto al passato. Con Marco e Luca Alberti già impegnati nei diversi settori dell’azienda, la famiglia si prepara a continuare il percorso iniziato nel 1906.

