Dentro il Monte Cuar c’è un mondo nascosto: le nuove scoperte alla Risorgiva di Eolo

A più di due chilometri dall’ingresso della grotta, l’acqua interrompe il cammino. Davanti agli speleologi ci sono due sifoni, tratti completamente sommersi che fino a poco tempo fa segnavano il limite dell’esplorazione. Uno speleosub si immerge, li supera e dall’altra parte trova nuove gallerie, cascate, scivoli e laghetti.

È successo nella Risorgiva di Eolo, nel cuore del Monte Cuar, ad Avasinis, nel territorio di Trasaghis. Negli ultimi anni gli speleologi dell’Unione Speleologica Pordenonese CAI hanno ripreso a esplorare sistematicamente la cavità, arrivando a percorrere circa 300 metri oltre i sifoni e scoprendo anche altri 250 metri di nuove gallerie.

La storia di queste esplorazioni sarà raccontata sabato 10 ottobre alle 20.30 nella Sala Murero di Forgaria nel Friuli, durante un incontro pubblico dedicato alla Risorgiva di Eolo. Sarà presente Daniele Ceschin, speleosub dell’Unione Speleologica Pordenonese CAI, protagonista delle immersioni nei rami inferiori della grotta.

Due sifoni e quasi 70 metri sott’acqua

La Risorgiva di Eolo è conosciuta dagli speleologi da decenni, ma resta praticamente invisibile al grande pubblico. La cavità ha uno sviluppo catastato di oltre cinque chilometri e si sviluppa su più livelli, con gallerie, strettoie, sale, laghi, torrenti, scivoli e cascate sotterranee.

Circa cinque anni fa l’Unione Speleologica Pordenonese CAI ha deciso di tornare a esplorarla partendo anche dai vecchi rilievi. Alcune zone molto lontane dall’ingresso sembravano infatti poter nascondere possibili prosecuzioni. Le esplorazioni precedenti risalivano inoltre a diversi decenni prima, quando le tecniche e i sistemi di illuminazione erano molto diversi da quelli attuali.

La nuova campagna ha portato alla scoperta di circa 250 metri di gallerie. Ma la sorpresa più importante è arrivata nella parte allagata della cavità, a oltre due chilometri dall’ingresso.

Per raggiungere quel punto è stato necessario trasportare per circa due chilometri tutta l’attrezzatura necessaria alle immersioni e organizzare un campo base sotterraneo. Daniele Ceschin ha quindi affrontato due sifoni, per un percorso subacqueo complessivo di quasi 70 metri.

Superati i tratti sommersi, l’esplorazione è proseguita per altri circa 300 metri, entrando in ambienti mai percorsi prima. Le nuove gallerie sono caratterizzate anche dalla presenza di cascate, scivoli e laghetti.

Un filmato porterà il pubblico sottoterra

L’esplorazione sarà raccontata attraverso un filmato realizzato durante le immersioni. Le immagini mostreranno il trasporto dell’attrezzatura nel sottosuolo, l’avvicinamento ai sifoni, l’immersione e la prosecuzione oltre il limite conosciuto. Ceschin conosce ormai bene la Risorgiva di Eolo: negli ultimi anni è entrato nella cavità circa 30 volte e ha effettuato quattro esplorazioni oltre i sifoni.

Ma il lavoro non è terminato. Le nuove gallerie hanno infatti mostrato la possibile presenza di ulteriori prosecuzioni e l’Unione Speleologica Pordenonese CAI ha già programmato una nuova esplorazione per l’inverno. Questa volta saranno due gli speleosub impegnati, con Ceschin affiancato a turno dai suoi figli.

La serata di Forgaria permetterà così di scoprire un pezzo di Friuli che si trova sotto i piedi ma resta completamente invisibile dalla superficie: un sistema sotterraneo modellato dall’acqua, dove anche dopo oltre cinque chilometri di sviluppo catastato possono ancora comparire passaggi mai percorsi.

L’appuntamento è per sabato 10 ottobre alle 20.30 nella Sala Murero, in via Grap 11, a Forgaria nel Friuli. L’ingresso è libero. A moderare l’incontro sarà la giornalista Alessandra Ressa.