Una teleferica lunga oltre 80 metri, sospesa a 70 metri d’altezza sopra l’Orrido dello Slizza, per simulare il recupero di un ferito dal torrente sottostante. È una delle esercitazioni affrontate dai 16 vigili del fuoco che hanno partecipato al quarto corso nazionale SAF avanzato, organizzato in Friuli Venezia Giulia. Un addestramento che li ha portati dalle pareti delle Alpi Giulie fino agli ambienti sotterranei delle vecchie miniere di Cave del Predil.
Il corso si è svolto dal 7 settembre al 2 ottobre 2026, con base al polo didattico del distaccamento dei Vigili del Fuoco di Tarvisio. A organizzarlo è stata la Direzione regionale dei Vigili del Fuoco del Friuli Venezia Giulia, con il supporto logistico del Comando di Udine.
I partecipanti, provenienti da Emilia Romagna, Sardegna, Trentino e Friuli Venezia Giulia, hanno seguito oltre 160 ore di formazione teorica e pratica. Il corso rappresenta la fase conclusiva di un percorso formativo che dura diversi anni e prepara i soccorritori ad affrontare interventi particolarmente complessi in ambienti difficili da raggiungere.
A seguirli sono stati 12 istruttori provenienti da sei regioni: Emilia Romagna, Liguria, Sardegna, Toscana, Trentino e Friuli Venezia Giulia. Durante le quattro settimane di attività si sono alternati nell’insegnamento, affiancati da una squadra logistica composta da sei operatori SAF avanzati del Friuli Venezia Giulia.
Le esercitazioni tra le Alpi Giulie e le miniere di Cave del Predil
L’addestramento ha previsto l’utilizzo di attrezzature specialistiche, tra cui il palo pescante, il cavalletto Cevedale e il TerrAdaptor, oltre all’esecuzione di manovre con teleferiche e diverse tecniche di movimentazione delle barelle. Le prove si sono svolte in ambienti naturali, sotterranei e industriali, con scenari studiati per riprodurre le difficoltà che i soccorritori possono incontrare durante gli interventi reali.
Oltre all’esercitazione nell’Orrido dello Slizza, i vigili del fuoco hanno operato al Rio degli Uccelli, a Pontebba, e nell’area del Monte Lussari, affrontando anche simulazioni notturne. Particolarmente impegnativa la prova conclusiva, organizzata nel sito geominerario di Cave del Predil, grazie alla collaborazione del Comune di Tarvisio e della cooperativa Multiservizi Val Canale.
Qui i partecipanti hanno dovuto simulare il recupero di un operaio all’interno del Pozzo Haier, un antico pozzo minerario profondo circa 450 metri. Sono state utilizzate anche le aree dei lavatoi dismessi, trasformate per l’occasione in scenari di soccorso industriale, nei quali mettere in pratica le tecniche apprese durante il corso.
Al termine dell’addestramento, tutti i 16 partecipanti hanno superato cinque prove teoriche e pratiche, ottenendo il brevetto di Tecnico SAF Avanzato, la qualifica più elevata del percorso Speleo Alpino Fluviale dei Vigili del Fuoco. Con questa specializzazione potranno diventare punti di riferimento nelle rispettive regioni per le operazioni di soccorso più difficili, sia negli ambienti naturali impervi sia nelle strutture civili e industriali.


