Un udinese curatore del Padiglione della Guinea alla Biennale d’Arte di Venezia

E’ l’udinese Carlo Stragapede il curatore del Padiglione della Guinea alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.

Già direttore Artistico di Fondazione Syncretika Arte e Cultura ETS,, Carlo Stragapede è stato scelto dal Commissario guineano Monsieur Bilia Bah, direttore generale del Ministero della Cultura della Repubblica di Guinea e del consigliere delegato per la Biennale guineana Walter Drescig su proposta di Artestruttura di Cividale del Friuli e della Fondazione de Claricini Dornpacher per la sua esperienza, sensibilità e professionalità.

Il tema della Biennale e il progetto del padiglione

L’edizione 2026 della Biennale, presieduta da Pietrangelo Buttafuoco, raccoglie l’eredità spirituale della curatrice Koyo Kouoh e ruota attorno al tema “In Minor Keys”, un invito a esplorare narrazioni marginali e dimensioni più intime dell’esperienza umana.

È in questo contesto che prende forma il progetto del Padiglione della Guinea, intitolato “Le Son de l’Art: l’Écho de la Matière”. La proposta curatoriale di Stragapede interpreta il concetto di “tonalità minori” come un’indagine sulla fragilità e sulla forza della materia, costruendo un dialogo tra la tradizione artistica guineana e l’arte contemporanea europea.

L’obiettivo è superare le semplici influenze stilistiche per creare una risonanza culturale e umana tra mondi diversi, mettendo al centro la materia – metallo, tessuti tinti a mano, pigmenti – come elemento simbolico e spirituale.

L’allestimento sull’isola di San Servolo

Il padiglione troverà spazio sull’Isola di San Servolo, luogo carico di memoria nella laguna veneziana. Nel corso dei secoli l’isola è stata monastero benedettino, lazzaretto e infine ospedale psichiatrico: una stratificazione storica che diventa parte integrante del percorso espositivo.

L’ex manicomio sarà trasformato in una grande “cassa di risonanza” artistica, dove opere e installazioni dialogheranno con la memoria dell’isola. Gli arazzi guineani sospesi nello spazio, i quadri disposti come onde sonore e le pause visive tra un’opera e l’altra costruiranno un percorso immersivo, concepito come una vera partitura visiva in tono minore.

Artisti guineani e italiani in dialogo

Il progetto riunisce artisti provenienti da contesti culturali diversi. Tra i protagonisti della scena guineana figurano Bella Bah, Sékou Oumar Thiam e King Emmanuel, mentre sul versante italiano saranno presenti nomi di primo piano dell’arte contemporanea.

Tra questi Giorgio Celiberti, che accoglierà i visitatori all’ingresso del padiglione, Omar Galliani, Altan, Marco Nereo Rotelli, Bruno Ceccobelli, Enzo Migneco, Tommaso Cascella, Adriano Piu, Marco Ciani, Maurizio Valdemarin, Cesare e Noah Serafino e la giovane Rossella Marchesin.

Un progetto sostenuto da istituzioni e partner

La partecipazione della Guinea alla Biennale è sostenuta dalle autorità del Paese, tra cui il ministro della Cultura Moussa Moïse Sylla, con il coordinamento della Fondazione de Claricini Dornpacher guidata dal presidente Oldino Cernoia.

L’organizzazione esecutiva è affidata a Giancarlo e Morgan Caneva per Artestruttura e a Cesare Augusto Serafino (Aiap/Unesco), con il supporto di partner come Zanutta e Fondazione Syncretika Arte e Cultura ETS.

In un’edizione della Biennale già definita da parte della critica attenta ai temi della decolonizzazione e del dialogo tra culture, il Padiglione della Guinea punta a distinguersi per la sua ricerca artistica. Un progetto che, attraverso la visione curatoriale dell’udinese Carlo Stragapede, prova a dimostrare come l’arte possa creare ponti autentici tra geografie, storie e sensibilità diverse.