Il Comune di Udine prosegue il percorso di redazione del nuovo Piano urbano della mobilità sostenibile (PUMS) e del Piano generale del traffico urbano (PGTU), due strumenti strategici fondamentali per immaginare e organizzare la mobilità della città nei prossimi anni.
L’amministrazione comunale ha avviato questo lavoro partendo da un presupposto preciso: costruire i nuovi piani a partire dai dati, ma anche dalle idee e dalle esigenze espresse direttamente dalla città, dai cittadini e dai portatori di interesse. Ieri in Sala Ajace il Comune di Udine ha restituito la prima immagine della mobilità urbana, nata dall’indagine qualitativa e quantitativa da parte di Isfort e TRT Ingegneria, partner dell’amministrazione udinese, che ha previsto la realizzazione di un quadro sullo stato dell’arte della mobilità di Udine, una serie di tavoli di lavoro con una cinquantina di portatori di interesse tra cui associazioni di categoria, ordini professionali, scuole, quartieri e associazioni, e un questionario sulla mobilità, che ha consentito di raccogliere indicazioni concrete su abitudini, criticità e aspettative di cittadini e city users. Questo il punto di partenza da cui partire per la redazione di questi piani strategici per gli spostamenti in città, che vedranno la luce, secondo le previsioni, entro la fine del 2027.
I risultati del questionario
L’indagine ha raccolto oltre 2200 questionari validi, di cui 1.328 compilati da residenti nel Comune di Udine e 893 da city users, cioè persone che frequentano la città per lavoro, studio o servizi pur risiedendo altrove. Un campione ampio, che restituisce con chiarezza sia il ruolo attrattivo di Udine, sia il forte interesse della popolazione verso il tema della mobilità urbana.
Proprio dalle risposte emerge un dato importante: pur restando ancora forte il peso dell’auto privata, la città mostra una sensibilità marcata e diffusa verso una mobilità più sostenibile, più sicura e più accessibile. In altre parole, il questionario non restituisce soltanto l’immagine di una città che si sposta, ma quella di una città che chiede di cambiare il modo in cui ci si muove.
Le risposte sulla mobilità
Se infatti l’automobile resta il mezzo prevalente per lo spostamento più frequente, con il 45% delle scelte modali, il quadro complessivo racconta anche una presenza significativa di modalità alternative. La mobilità alternativa ha già oggi un peso rilevante: tra spostamenti a piedi, in bicicletta e in tpl si arriva a oltre il 40% del campione, a cui si aggiunge un ulteriore 5,6% che coniuga l’auto privata alla mobilità attiva. Il trasporto pubblico e le varie forme di intermodalità rappresentano a loro volta quindi una componente non marginale. Si tratta di un dato importante perché mostra come a Udine esista già una base concreta su cui costruire politiche di mobilità sostenibile efficaci e realistiche.
Il questionario evidenzia inoltre una forte propensione dei cittadini verso misure capaci di rendere la città più sicura e più favorevole agli spostamenti sostenibili. Le priorità più indicate riguardano infatti aree pedonali e zone scolastiche (27,6%), messa in sicurezza degli attraversamenti (21,2%) e zone 30 (18%). Nel complesso, tutte le misure riconducibili al traffic calming, cioè alla moderazione della velocità e del traffico, raccolgono il 76,2% delle risposte. È un segnale molto netto: gli udinesi chiedono una città con una pluralità di alternative per gli spostamenti e percorsi sicuri per camminare, pedalare e muoversi.
Un altro dato particolarmente significativo riguarda la disponibilità al cambiamento nelle abitudini di spostamento. Sul tema dei nodi di interscambio, cioè delle soluzioni che permettono di lasciare l’auto e proseguire con il trasporto pubblico, il 69% dei rispondenti si dichiara disponibile a usarli, a condizione che siano garantiti servizi efficienti. Le richieste sono molto chiare: navette frequenti e puntuali (71%), parcheggi a disposizione nelle aree di accesso al cuore della città (43%), tempi di percorrenza competitivi rispetto all’auto privata (28%).
Anche la mobilità condivisa mostra un potenziale rilevante. Il 45% del campione si dichiara favorevole o già utilizzatore di servizi di sharing, come quello di biciclette presente nel capoluogo udinese.
Molto forte è poi il segnale che arriva sul tema della bicicletta, che si conferma uno degli assi principali della mobilità sostenibile a Udine. Il 33% dei rispondenti dichiara di usarla abitualmente, tutto l’anno o nella bella stagione, mentre un ulteriore 22% la utilizza saltuariamente. Tra chi la usa in modo regolare, il 46% la sceglie per andare al lavoro, il 27% per esigenze di gestione familiare e il 17% per studio. La bicicletta appare già stabilmente come una modalità abituale di spostamento quotidiano.
Gli ostacoli, le criticità e le priorità
Le risposte al questionario indicano però anche con chiarezza quali siano oggi gli ostacoli principali a una crescita ulteriore della mobilità sostenibile. I fattori che scoraggiano maggiormente l’uso della bici sono il traffico intenso e percepito come pericoloso, la mancanza di percorsi ciclabili sicuri, la scarsa manutenzione delle infrastrutture e il rischio di furto. Non a caso, tra le priorità indicate per il futuro compaiono in testa l’estensione e il collegamento della rete ciclabile esistente (73%), la risoluzione dei nodi critici o pericolosi (63%) e la protezione fisica dei percorsi ciclabili (55%). È una domanda precisa: più continuità, più protezione, più qualità della rete.
Anche il tema della mobilità casa-scuola conferma quanto la sostenibilità della mobilità urbana dipenda dalla qualità e dalla sicurezza dello spazio pubblico. Oggi, tra i residenti udinesi con figli in età scolare, prevale ancora l’accompagnamento in auto, che riguarda il 55% degli spostamenti. Ma il dato più interessante è che il 96% dei genitori si dice favorevole a interventi per migliorare la sicurezza nei pressi delle scuole, e il 70% sarebbe disposto a lasciare ai figli maggiore autonomia negli spostamenti, a piedi o in bicicletta, in presenza di percorsi sicuri. Anche in questo caso emerge una forte disponibilità a orientarsi verso forme di mobilità più sostenibili, se accompagnate da interventi strutturali.
Il questionario mostra inoltre che il tema della sostenibilità è strettamente legato anche a quello dell’accessibilità. Una mobilità davvero sostenibile, infatti, non riguarda solo la riduzione del traffico o delle emissioni, ma anche la possibilità per tutti di muoversi in modo sicuro e autonomo. Le segnalazioni raccolte mettono in evidenza problemi legati a marciapiedi, barriere architettoniche, rampe, parcheggi riservati e accesso ai servizi: elementi che richiamano la necessità di una città più inclusiva e più attenta alle persone fragili.
Le parole dell’assessore Marchiol.
“Il percorso che abbiamo intrapreso per il nuovo PUMS è una scelta di metodo basata sull’ascolto e sulla competenza. Vogliamo una Udine che si muova meglio perché pensata insieme a chi la vive e a chi la gestisce. I risultati del questionario sono uno dei tasselli. Essi si integrano con le analisi tecniche di Isfort e TRT, oltre che con il prezioso lavoro svolto nei 5 tavoli tematici che abbiamo organizzato in queste settimane. Abbiamo incontrato circa 50 stakeholder strategici: dalle associazioni di categoria ai mobility manager aziendali, dai dirigenti scolastici ai referenti dei Comuni limitrofi”, commenta l’Assessore alla mobilità Ivano Marchiol.
“Oltre il 76% chiede misure di sicurezza e moderazione della velocità”, spiega. “Le risposte al questionario ci chiedono di investire su una mobilità plurale che è già realtà per molti, ma anche la necessità di intervenire in modo diffuso sulla sicurezza stradale e sui percorsi affrontati ogni giorno da cittadini, lavoratori, studenti e famiglie, e di tutelare in modo particolare le aree più sensibili, a partire da quelle scolastiche, restituendo gli spazi intorno alle scuole prima di tutto ai ragazzi. Incrociando questi desideri con le necessità concrete espresse dai tavoli tecnici, costruiremo un Piano solido e realistico. Dopo vent’anni di attesa, Udine ha la necessità di una visione d’insieme che garantisca a tutti il diritto di muoversi in modo sicuro, semplice e sostenibile”.
