Asp Moro, utile da 800mila euro dopo il crac: ma resta il “macigno” del debito milionario

L'assessore Riccardi a Codroipo durante l'assemblea dei sindaci del Medio Friuli

Da milioni di perdite all’utile: una svolta di bilancio che, secondo l’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, dimostra come la scelta del commissariamento dell’Asp Moro di Codroipo sia stata corretta e abbia permesso di salvare un ente che si trovava in una situazione di estrema criticità.

Per la prima volta dopo anni di deficit, il bilancio 2024 si è chiuso con un utile superiore a 800.000 euro – ha detto Riccardi in occasione dell’assemblea dei sindaci del Medio Friuli svoltasi
ieri a Codroipo -, un risultato che premia il lavoro svolto dai commissari Salvatore Guarneri e l’avvocato Francesco Maiorana, che ringrazio pubblicamente insieme ai sindacati con i quali abbiamo costruito un’alleanza leale e proficua. Un percorso virtuoso di stabilità essenziale per la salvaguardia di un ente dall’indiscusso valore sociale, come testimonia anche la decisione dei sindaci di rinnovare l’affidamento dei servizi per un ulteriore triennio”.

La ricetta del risanamento

Il piano di rientro presentato durante l’assemblea ha evidenziato una trasformazione radicale della gestione finanziaria. L’Asp è passata dal rosso fisso del triennio 2021-2023 a un avanzo di gestione grazie a interventi strutturali: risoluzione di contratti onerosi, recupero crediti e una valorizzazione del patrimonio immobiliare che giaceva inutilizzato. Un controllo di gestione ferreo ha permesso di abbattere i costi medi dell’11,36%, riorganizzando al contempo il servizio sociale con una netta separazione dei conti per garantire trasparenza ed erogazione tempestiva dei benefici ai cittadini.

La Regione si costituisce parte civile

Oltre ai numeri, resta aperta la delicata partita giudiziaria sulle gestioni passate. Riccardi è stato categorico sulla legittimità delle azioni intraprese per raddrizzare l’ente, annunciando battaglia legale. “Consideriamo gli atti adottati pienamente legittimi in forza del principio del funzionario di fatto — ha dichiarato l’assessore —. La Regione si costituirà parte civile nell’udienza del prossimo 17 aprile per tutelare il proprio patrimonio”. Sul piano delle responsabilità politiche, la struttura tecnica regionale ha intanto confermato l’assenza di pendenze per i componenti della Giunta in relazione ai provvedimenti dell’Anac.

Il nodo del debito e le scelte sul futuro

Se l’utile di quest’anno rappresenta una boccata d’ossigeno vitale, il quadro clinico dell’Asp Moro non è ancora del tutto risolto. Sul bilancio grava infatti un debito residuo verso la Regione di circa 3,7 milioni di euro, un’eredità pesante che impone cautela.

“Siamo davanti a un bivio: decidere se tornare alla gestione ordinaria o prorogare il commissariamento per consolidare questi risultati”, ha spiegato Riccardi. La decisione finale arriverà dopo il confronto con i sindaci locali, che fin dall’inizio hanno sostenuto il percorso di legalità intrapreso per far uscire l’ente da quello che l’assessore ha definito “un tunnel che finalmente fa vedere la luce“.