Lodovico Manin, l’ultimo doge di Venezia: a Villa Manin tre giorni per scoprire chi era davvero

Fu davvero il responsabile della caduta della Serenissima o la sua figura merita di essere riletta sotto una luce diversa? A 300 anni dalla nascita di Lodovico Manin, ultimo doge di Venezia, Villa Manin di Passariano, a Codroipo, ospiterà dal 29 al 31 ottobre 2026 tre giornate dedicate alla storia, all’arte e all’eredità culturale di uno dei protagonisti più discussi della Repubblica di Venezia.

Il simposio, intitolato “Lodovico Manin, il doge che salvò Venezia?”, concluderà la sesta edizione del Festival dei Tiepolo e del Settecento in Europa, progetto internazionale di ricerca e divulgazione che approfondisce la cultura, la politica e la società del XVIII secolo.

Al centro degli incontri ci sarà la figura di Lodovico Manin (1726-1802), centoventesimo e ultimo doge della Serenissima, a lungo indicato come responsabile della fine della Repubblica veneziana davanti all’avanzata di Napoleone. Una lettura storica che il simposio intende approfondire e mettere in discussione, restituendo spazio anche al ruolo di Manin come mecenate, amministratore e benefattore.

Tre secoli dalla nascita dell’ultimo doge di Venezia

A rendere particolarmente significativo l’appuntamento sarà la sede scelta per le celebrazioni. Villa Manin di Passariano, residenza di rappresentanza della famiglia, è infatti uno dei luoghi simbolo dell’epoca che segnò la fine della Serenissima.

Proprio in questo contesto storico si collocano gli avvenimenti culminati nella firma del Trattato di Campoformido, il 17 ottobre 1797, che sancì il passaggio di Venezia e di parte dei suoi territori sotto il dominio austriaco.

Attraverso gli interventi di storici, studiosi e specialisti della storia dell’arte, le tre giornate permetteranno di conoscere non soltanto le scelte politiche dell’ultimo doge, ma anche la dimensione privata, le passioni culturali e l’impegno sociale di una famiglia che lasciò un’impronta profonda nel territorio friulano.

Il programma: dalle visite guidate agli incontri con gli storici

Il simposio si aprirà giovedì 29 ottobre, dalle 17 alle 19, con l’incontro d’arte “Splendore e Crepuscolo di una Dinastia”, condotto da Maria Paola Frattolin, accompagnato da una visita guidata a Villa Manin e alla Chiesa di Sant’Andrea.

Seguirà la lettura recitata del testamento di Lodovico Manin, affidata a Giorgio Monte. Un documento che restituisce un’immagine meno conosciuta del doge, attento alle persone in difficoltà e alle opere di beneficenza. Nel testamento, Manin espresse infatti il desiderio di essere sepolto senza cerimonie solenni, destinando il denaro risparmiato alla realizzazione di corredi per giovani donne intenzionate a sposarsi o a entrare in convento.

La giornata si concluderà con un momento conviviale curato da Vendrame Vignis del Doge.

Venerdì 30 ottobre, dalle 10, prenderà il via il programma di approfondimento scientifico. Dopo l’apertura della direttrice di Villa Manin, Vania Gransinigh, e l’introduzione di Maria Paola Frattolin, interverranno studiosi provenienti da diverse università italiane.

La storica dell’arte Francesca Venuto parlerà del rapporto tra Lodovico Manin e la Villa di Passariano, mentre Antonio Trampus, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, approfondirà la figura dell’ultimo doge attraverso le lettere di Giacomo Casanova scritte tra il 1788 e il 1798.

Spazio anche ai legami della famiglia Manin con la corte napoletana, grazie agli interventi di Giulio Brevetti e Giulio Sodano, dedicati a Maria Amalia di Sassonia e al suo passaggio in Friuli.

Nel pomeriggio, a partire dalle 15, lo storico Angelo Floramo accompagnerà il pubblico alla scoperta delle passioni letterarie e intellettuali di Lodovico Manin. Liliana Cargnelutti racconterà invece Elisabetta Grimani, ultima dogaressa di Venezia.

A completare il programma saranno gli interventi di Massimo De Grassi, dedicato alla scultura e al potere della famiglia Manin, e di Maria Paola Frattolin, che approfondirà il rapporto artistico tra il Crocifisso del Torretti conservato a Villa Manin e la Trinità di Tiepolo nel Duomo di Udine. La sessione sarà presieduta da Paolo Mosanghini, condirettore del Messaggero Veneto.

Dalla caduta della Serenissima alla rievocazione storica

Sabato 31 ottobre il simposio entrerà nel cuore degli avvenimenti politici e militari che portarono alla fine della Repubblica veneziana.

La mattinata si aprirà alle 10 con l’intervento del vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia e assessore regionale alla Cultura, Mario Anzil.

Seguiranno le relazioni di Luca Baroni, dedicate all’artista Francesco Novelli, e di Enrico Lucchese, che analizzerà il rapporto tra Pulcinella, Giandomenico Tiepolo e gli ultimi anni della Serenissima.

Alle 12 Claudia Pingaro affronterà il tema della diplomazia e degli equilibri geopolitici nel Mediterraneo durante il dogado di Manin, mentre Paolo Foramitti ricostruirà i rapporti tra il doge e Napoleone Bonaparte, dai tentativi di dialogo fino alla dichiarazione di guerra.

Le conclusioni della sessione mattutina saranno affidate a Giulio Sodano, con la presidenza di Linda Borean, dell’Università di Udine.

Nel pomeriggio, dalle 15, il programma proseguirà con la lectio magistralis dello scrittore e storico Alessandro Marzo Magno, intitolata “Venezia una potenza sul mare”, e con l’intervento di Luciano Dorella sulla storia dell’esercito veneziano del Settecento.

Non mancherà una parte dedicata alla rievocazione storica, con la partecipazione dell’Associazione Storico Identitaria 16° Reggimento Treviso 1797, che presenterà le uniformi dell’esercito della Serenissima. In programma anche un recitativo storico dedicato a Giustina Renier. La sessione sarà presieduta da Stefano Damiani, giornalista de La Vita Cattolica.

L’iniziativa rappresenterà così un’occasione per riscoprire una pagina fondamentale della storia veneziana e friulana, andando oltre il giudizio che per secoli ha accompagnato l’ultimo doge della Serenissima.

Il simposio è realizzato con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, della Camera di Commercio Pordenone-Udine e di Banca360 FVG.