Anticiclaggio, sono 1.451 le segnalazioni di operazioni sospette registrate in Friuli Venezia Giulia nel primo semestre 2026, più 21,4% rispetto al 2025.
Allarme antiriciclaggio in Friuli: il sistema di prevenzione del riciclaggio rafforza la propria presenza sul territorio regionale. Nel primo semestre 2026, secondo i dati dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia della Banca d’Italia, in Friuli Venezia Giulia sono state registrate 1.451 segnalazioni di operazioni sospette, contro le 1.195 dello stesso periodo dello scorso anno.
La crescita del 21,4% è superiore a quella nazionale, che si è attestata all’11,6%, e a quella del Veneto (+16,4%). Le segnalazioni sono state 500 a Trieste, 485 a Udine, 329 a Pordenone e 137 a Gorizia.
Particolarmente significativo il dato del capoluogo regionale: Trieste registra 219 segnalazioni ogni 100 mila abitanti, collocandosi tra le province italiane con la maggiore intensità segnaletica. Un dato che, va precisato, non equivale a una misura della diffusione del riciclaggio, ma indica la capacità del sistema dei soggetti obbligati di individuare e segnalare operazioni considerate anomale.
Il tema è stato al centro del convegno “La collaborazione attiva nel contrasto al riciclaggio”, organizzato a San Vito al Tagliamento dagli Ordini dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Pordenone e Udine insieme alla Guardia di Finanza. Al centro dell’incontro il ruolo dei professionisti, dalla corretta valutazione del rischio alla conoscenza del cliente, fino all’individuazione delle operazioni che richiedono ulteriori approfondimenti.
Il ruolo dei commercialisti.
“La prevenzione del riciclaggio non può essere letta soltanto come un insieme di adempimenti”, ha sottolineato Francesco Dimastromatteo, presidente dell’Odcec di Pordenone, evidenziando l’importanza della collaborazione tra professionisti, istituzioni e autorità.
Sulla stessa linea Matteo Balestra, vicepresidente dell’Odcec di Udine, che ha richiamato la responsabilità dei commercialisti nel riconoscere gli elementi di rischio e nel trasformare gli obblighi antiriciclaggio in una maggiore capacità di prevenzione.
L’iniziativa si inserisce nel Protocollo d’intesa nazionale tra Guardia di finanza e Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, con l’obiettivo di rafforzare formazione e collaborazione tra il Corpo e i professionisti. Per il comandante provinciale della Guardia di finanza di Trieste, Stefano Commentucci, i commercialisti rappresentano infatti uno dei soggetti strategici della collaborazione attiva prevista dalla normativa antiriciclaggio.

