Truffa un’anziana, poi aggredisce i carabinieri con pugni e morsi: arrestato a Caneva

Ha truffato un’anziana facendosi consegnare tutti i gioielli che custodiva in casa, poi, quando i carabinieri hanno cercato di fermarlo, ha reagito con violenza, colpendo i militari con pugni, calci e persino morsi. È successo nel pomeriggio di lunedì 12 ottobre a Sarone, frazione di Caneva, dove un giovane di 20 anni di nazionalità tunisina, è stato arrestato dopo una colluttazione in strada. Tre carabinieri sono rimasti feriti, mentre tutta la refurtiva, del valore di circa 15mila euro, è stata recuperata e restituita alla vittima.

La vicenda è iniziata nella mattinata, quando alla Centrale operativa dei carabinieri di Sacile sono arrivate diverse segnalazioni di tentativi di truffa ai danni di persone anziane, messi in atto con la tecnica del finto carabiniere. Intorno alle 14, un cittadino ha segnalato al comandante della Stazione di Polcenigo la presenza di due giovani sospetti che si aggiravano per le vie di Sarone.

Il comandante, insieme ad altri militari, ha raggiunto la zona e avviato un servizio di osservazione. Poco dopo sono stati individuati i due giovani che, alla vista dei carabinieri, hanno tentato di scappare. Uno è riuscito ad allontanarsi, mentre l’altro è stato raggiunto e bloccato.

Il giovane, M.M., ha però opposto una violenta resistenza, colpendo i carabinieri con pugni al volto, calci e morsi. Per riuscire a immobilizzarlo è stato necessario l’intervento di una seconda pattuglia. La colluttazione si è svolta in strada, davanti a numerosi testimoni, alcuni dei quali si sono immediatamente offerti di aiutare i militari feriti.

I gioielli nascosti nei pantaloni e la scoperta della truffa

Accompagnato in caserma, il giovane è stato sottoposto a perquisizione personale. Nelle tasche dei pantaloni e nella biancheria intima nascondeva diversi gioielli in oro, per un peso complessivo superiore ai 130 grammi e un valore stimato di circa 15mila euro. Il fermato non è stato in grado di fornire spiegazioni credibili sulla provenienza dei preziosi.

Quasi contemporaneamente, un residente che aveva assistito alla colluttazione ha telefonato alla caserma di Polcenigo per riferire quanto aveva appena scoperto: un’anziana che abitava proprio nella stessa via era in lacrime perché aveva consegnato tutto l’oro custodito in casa a un uomo che si era presentato come carabiniere.

La donna è stata immediatamente invitata in caserma, dove ha riconosciuto tutti i gioielli sequestrati al giovane. Erano proprio quelli che gli aveva consegnato poco prima, convinta di dover affrontare una grave emergenza familiare. La truffa era stata organizzata con il consueto stratagemma del falso incidente stradale. Un complice aveva telefonato all’anziana, raccontandole che la figlia era rimasta coinvolta in un incidente. Con questo pretesto, i malviventi erano riusciti a convincerla a consegnare i preziosi che aveva in casa.

Al termine degli accertamenti, il giovane è stato arrestato in flagranza e accompagnato nel carcere di Pordenone. Tutti i gioielli sono stati restituiti alla proprietaria. Per tre dei quattro carabinieri coinvolti nell’intervento si sono rese necessarie cure mediche. I militari hanno riportato lesioni ed escoriazioni e sono stati giudicati guaribili in sette giorni ciascuno.

Altri 15 tentativi di truffa nel Pordenonese

Quello di Caneva non è stato un episodio isolato. Nel corso della stessa giornata, infatti, in provincia di Pordenone sono stati segnalati altri 15 tentativi di truffa ai danni di anziani. Tre episodi si sono verificati a Polcenigo, due ciascuno a Sacile, Fontanafredda, Brugnera e Sequals, mentre un tentativo è stato registrato rispettivamente a Budoia, Aviano, Maniago e Meduno.

In tutti questi casi, fortunatamente, le persone contattate non sono cadute nella trappola. Gli anziani hanno riconosciuto il tentativo di raggiro, interrotto immediatamente la telefonata e avvisato i carabinieri chiamando il 112.