Ilario Bagnariol torna nella sua Fiume Veneto: il sopravvissuto di Mattmark racconta la sua storia in un libro

Fiume Veneto si prepara ad accogliere una testimonianza che attraversa la storia dell’emigrazione italiana e una delle sue pagine più drammatiche. Oggi, Venerdì 27 marzo alle 18, nell’Aula magna della Casa dello Studente, sarà presentato il volume “Ilario Bagnariol – Mattmark: i sette metri della salvezza”, dedicato alla vita dell’emigrante friulano sopravvissuto alla tragedia della diga di Mattmark del 1965.

Quel giorno, il 30 agosto, il distacco di una massa di ghiaccio dal ghiacciaio Allalin travolse il cantiere della diga in Svizzera, provocando la morte di 88 lavoratori, tra cui 56 italiani. Un evento che resta tra le più gravi tragedie dell’emigrazione italiana in Europa, insieme a quella di Marcinelle. Tra i pochi a salvarsi ci fu proprio Ilario Bagnariol, allora 23enne, emigrato da Fiume Veneto per lavorare nei grandi cantieri del Dopoguerra.

Il racconto di una salvezza per pochi metri

“In un primo momento non mi accorsi di nulla. Poi sentii un picchettio sulla macchina… mi salvai per appena 7 metri”. È questo il ricordo vivido che Bagnariol porta ancora con sé, a distanza di decenni. Una testimonianza diretta che restituisce tutta la drammaticità di quei momenti e il destino che separò la vita dalla morte per pochi istanti.

Dopo quell’evento, Bagnariol ha costruito la propria vita in Svizzera, dove si è sposato con Margrit Lauper, formando una famiglia italo-elvetica ancora profondamente legata alla provincia di Pordenone. La sua esperienza, insieme al lungo impegno per mantenere viva la memoria dei compagni scomparsi, è oggi raccolta nel libro pubblicato da EFASCE – Pordenonesi nel Mondo.

Un libro per custodire la memoria dell’emigrazione

L’opera rientra nella collana “Testimoni. Memorie, diari e biografie di emigranti della Destra Tagliamento”, sostenuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dalla Fondazione Friuli. Il volume ripercorre l’intera vita di Bagnariol: dalla partenza dall’Italia alle esperienze lavorative in Europa, fino alla tragedia e alla ricerca di giustizia.

“L’impegno di tutti noi dovrebbe prendere esempio dal coraggio di Ilario Bagnariol”, ha scritto il ministro Luca Ciriani nell’introduzione, ricordando come il sopravvissuto fu tra i primi a soccorrere i colleghi travolti dalla valanga.

Anche il presidente di EFASCE, Angioletto Tubaro, ha sottolineato il valore della testimonianza: Bagnariol rappresenta una generazione di emigranti che ha affrontato difficoltà enormi, riuscendo a integrarsi e a conquistare rispetto nei Paesi di destinazione, pur vivendo spesso in condizioni precarie.

L’incontro a Fiume Veneto

La presentazione sarà introdotta dai saluti istituzionali del presidente EFASCE Angioletto Tubaro, del sindaco di Fiume Veneto Jessica Canton e dello stesso ministro Luca Ciriani. Interverranno anche il professor Javier P. Grossutti, autore di un approfondimento sull’emigrazione friulana in Svizzera, e la professoressa Luisa Forte, vicepresidente EFASCE e curatrice editoriale del volume.

A moderare l’incontro sarà il giornalista Davide Francescutti. La serata sarà arricchita da momenti musicali del Duo AccorDòs e da letture sceniche a cura di Michela Passatempo, seguite da un brindisi finale.

L’appuntamento rientra in un ciclo di presentazioni primaverili della collana “Testimoni”, che proseguirà il 12 aprile al Museo dell’Emigrazione “Diogene Penzi” di Cavasso Nuovo. Un ritorno, quello di Bagnariol, che non è solo personale ma collettivo: un’occasione per ricordare una tragedia che ha segnato profondamente la storia dell’emigrazione friulana e per tramandarne la memoria alle nuove generazioni.