In Friuli Venezia Giulia cresce il numero di persone alle prese con allergie stagionali e croniche. Sintomi come starnuti frequenti, naso che cola, occhi arrossati e difficoltà respiratorie vengono ancora troppo spesso confusi con un semplice raffreddore, ma i dati raccontano una realtà diversa: le patologie allergiche sono in costante aumento e rappresentano una delle principali sfide sanitarie del nostro tempo.
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, in Europa circa 150 milioni di persone soffrono di allergie, considerate ormai tra le malattie croniche più diffuse del XXI secolo. In Italia, in particolare, la rinite allergica interessa tra il 15% e il 25% della popolazione. Un fenomeno che trova conferma anche a livello locale: il monitoraggio di ARPA FVG evidenzia come i cambiamenti climatici stiano prolungando le stagioni di impollinazione, con una maggiore concentrazione di pollini – in particolare graminacee e ambrosia – nell’aria.
Le stagioni polliniche più estese rappresentano uno dei fattori chiave dell’aumento delle allergie. Inverni più miti e primavere anticipate favoriscono infatti una maggiore produzione e diffusione di allergeni nell’ambiente. Questo comporta un’esposizione più prolungata per i soggetti sensibili e un conseguente aumento dei sintomi, anche in persone che in passato non avevano mai manifestato allergie.
Il rischio di sottovalutare i sintomi
Molti pazienti tendono a ignorare i primi segnali o a trattarli in autonomia, ritardando così una diagnosi corretta. Un errore che può avere conseguenze importanti. “Identificare tempestivamente la natura di un’allergia è fondamentale – spiega Mattia Olivier, biologo a capo del laboratorio di analisi di Friuli Coram –. Se diagnosticate e trattate per tempo, le allergie risultano meno impattanti nella vita quotidiana e si evita che evolvano in forme più gravi, come l’asma”.
Una diagnosi precoce consente infatti di intervenire prima che la patologia diventi cronica, migliorando sensibilmente la qualità della vita del paziente.
Test diagnostici sempre più precisi
Per individuare con precisione la causa dell’allergia, il laboratorio del Gruppo Coram utilizza test RAST (RadioAllergoSorbent Test), tra i più diffusi e affidabili. Si tratta di esami su siero, minimamente invasivi, che permettono di misurare le IgE specifiche prodotte dall’organismo in risposta a determinati allergeni.
Presso la struttura di Udine è possibile effettuare oltre 300 tipologie di test, che coprono un ampio spettro di allergeni: ambientali, come pollini, acari e muffe; alimentari, tra cui latte, uova e frutta a guscio; animali, come derivati di cani e gatti; e anche sostanze chimiche o farmaci. Per semplificare il percorso diagnostico, sono disponibili anche pannelli pre-impostati, che raggruppano allergeni per categorie – come il “Pannello Inalanti” o il “Pannello Alimenti” – facilitando l’individuazione della causa.
Accanto ai test tradizionali, si affacciano anche metodologie di ultima generazione come il test Alex2, basato su tecnologia microarray. Questo esame consente di analizzare contemporaneamente fino a 295 allergeni, sia molecolari che estrattivi, offrendo un quadro estremamente dettagliato anche nei casi più complessi. Il test può essere effettuato a qualsiasi età, non richiede digiuno né la sospensione di eventuali terapie farmacologiche e necessita solo di una minima quantità di sangue.
Un problema destinato a crescere
Le previsioni delle principali società scientifiche europee indicano che entro il 2050 fino al 50% della popolazione potrebbe soffrire di allergie. Un dato che evidenzia l’urgenza di affrontare il problema con strumenti adeguati. “Affidarsi a strutture specializzate permette di uscire dal fai-da-te e ottenere una strategia terapeutica basata su dati certi – conclude Olivier –. Grazie al supporto degli esami di laboratorio e della consulenza allergologica, è possibile prevenire l’aggravamento della patologia e ridurre l’impatto dei sintomi sulla vita quotidiana”.
