Quasi una pensione su due in Friuli Venezia Giulia è sotto i 1.000 euro lordi: è quanto emerso durante la Festa regionale di Liberetà.
Quasi una pensione su due in Friuli Venezia Giulia è sotto i 1.000 euro lordi. È uno dei dati che fotografano la perdita di potere d’acquisto dei pensionati, al centro di una tavola rotonda sulle prospettive del sistema pensionistico organizzata dallo Spi Cgil Fvg nell’ambito della XVI Festa regionale di Liberetà.
Un confronto organizzato anche come occasione di riflessione e confronto sulla sostenibilità futura della previdenza, minacciata dal calo demografico e dall’impatto di un mercato del lavoro sempre più segnato da salari bassi, precarietà e discontinuità contributiva. Al tavolo si sono confrontati il direttore regionale dell’Inps Marco De Sabata, il segretario generale Bressan e Natalino Giacomini per lo Spi regionale, Lorenzo Mazzoli della segreteria nazionale e il segretario generale della Cgil Fvg Michele Piga.
A fotografare la situazione è stato Giacomini, che ha parlato di un quadro caratterizzato da “criticità profonde”, a partire dall’impennata dell’inflazione, cui si è aggiunta una rivalutazione degli assegni giudicata insufficiente. In Fvg, ha ricordato, circa il 45-46% delle pensioni si colloca sotto i 1.000 euro. Una condizione che rende particolarmente pesante l’erosione del potere d’acquisto: “I pensionati non sono un bancomat – è stato sottolineato – ma spesso sono diventati un ammortizzatore sociale”.
Il crollo del potere d’acquisto.
Potere d’acquisto, pensioni future e non autosufficienza sono stati al centro del confronto promosso dallo Spi Cgil del Friuli Venezia Giulia. L’aumento del costo della vita e delle spese sanitarie continua a erodere il valore degli assegni, mentre il fiscal drag avrebbe prodotto, secondo i calcoli illustrati durante l’incontro, una perdita di circa 708 euro in tre anni su una pensione da 16 mila euro lordi.
A preoccupare è soprattutto il futuro: salari bassi, precarietà e carriere discontinue rischiano di tradursi in pensioni più basse per giovani, donne e lavoratori con percorsi contributivi fragili. In Fvg il rapporto è già di circa 70 pensionati ogni 100 lavoratori, un equilibrio destinato a modificarsi ulteriormente con l’invecchiamento della popolazione.
Tra le novità positive è stato ricordato il bonus pensionistico regionale, salito a 450 euro annui e destinato dal 2027 a essere esteso ai pensionati con un reddito fino a 1.000 euro netti. Resta centrale anche il tema della previdenza complementare, mentre sul fronte della non autosufficienza il Friuli Venezia Giulia punta a rafforzare servizi e procedure, con l’obiettivo di ridurre gli oneri per famiglie e cittadini.

