Sicurezza, arrivano nuovi fondi: un milione in più per il Friuli Venezia Giulia

L'assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti

Un milione di euro aggiuntivo per rafforzare la sicurezza in Friuli Venezia Giulia e sostenere nuovi interventi di prevenzione e contrasto alla criminalità. La Giunta regionale ha approvato lo schema di Protocollo d’intesa con il Ministero dell’Interno, che permetterà di finanziare sistemi integrati di controllo e strumenti per il presidio del territorio.

A darne notizia è l’assessore regionale alla Sicurezza, Pierpaolo Roberti, che sottolinea il ruolo della collaborazione tra istituzioni e Prefetture nella gestione delle risorse.

“La sicurezza dei nostri cittadini è una priorità che richiede attenzioni costanti, risorse incrementali e uno sviluppo di azioni coordinate sul territorio in cui le Prefetture hanno un ruolo fondamentale: ora il Friuli Venezia Giulia avrà un milione di euro in più a disposizione da poter gestire per azioni a difesa della legalità, fondo che va a integrare gli stanziamenti propri della Regione“, ha dichiarato Roberti.

Come saranno distribuiti i fondi tra le province

Le risorse saranno destinate alla realizzazione di nuovi sistemi di presidio del territorio oppure al potenziamento e all’integrazione di quelli già esistenti. La ripartizione dello stanziamento tra le province del Friuli Venezia Giulia non è ancora stata definita: sarà una Cabina di regia, istituita nella Prefettura di Trieste, a stabilire come distribuire i fondi.

Al tavolo parteciperanno anche le altre Prefetture regionali e la Regione Friuli Venezia Giulia. Saranno quindi le Prefetture a individuare e proporre i progetti da finanziare. “Le progettualità da proporre per finanziamento partiranno quindi dalle Prefetture, ma saranno coordinate tra di loro, sentita la Regione”, ha spiegato l’assessore.

Roberti ha infine evidenziato il valore della collaborazione tra le diverse istituzioni e tra chi assume le decisioni e chi è impegnato direttamente sul territorio: “Sarà questa una nuova prova del lavoro in sintonia portato avanti dalle istituzioni, a partire da chi assume le decisioni fino a chi opera sul campo con diversi ruoli e divise ma con la stessa dedizione e determinazione”.