Gender gap, in Friuli Venezia Giulia le donne guadagnano 10.200 euro in meno degli uomini

Il divario di genere passa anche dalle dichiarazioni dei redditi. In Friuli Venezia Giulia, secondo l’elaborazione dell’Ires Fvg sui dati Mef relativi alle dichiarazioni Irpef presentate nel 2025, le donne dichiarano in media 10.208 euro in meno rispetto agli uomini. Una distanza molto marcata, pari a quasi un terzo del reddito maschile, che conferma quanto le differenze nel mercato del lavoro continuino a riflettersi anche sul piano economico e previdenziale.

A livello nazionale il gap è leggermente più contenuto (-9.071 euro, pari a -30,1%). A Trieste si registrano i valori più elevati, oltre 33.000 euro per gli uomini e 23.572 euro per le donne, che collocano l’area giuliana all’ottavo posto tra le province italiane per reddito complessivo medio femminile. Lo rende noto il ricercatore dell’Ires Fvg Alessandro Russo che ha rielaborato dati Mef.

L’esame delle due principali categorie di contribuenti conferma l’ampio differenziale di genere esistente. Tra i lavoratori dipendenti le donne sono il 46,2% e dichiarano in media quasi 7.700 euro in meno (-26,8% rispetto agli uomini). Tra i pensionati la differenza è maggiore: le donne sono il 52,4% e il loro reddito è pari in media a quasi 9.000 euro in meno (-32%).

Le classi di reddito

Due contribuenti su tre dichiarano meno di 29.000 euro in Friuli Venezia Giulia (il 66,1%); tra le donne questa percentuale si avvicina all’80% (76,8%). All’opposto sopra i 50.000 euro di reddito complessivo, scaglione su cui viene applicata l’aliquota marginale più elevata (43%), si trovano in larga maggioranza contribuenti maschi (tre su quattro), a riprova del notevole divario di genere ancora esistente.

Come è noto, nonostante alcuni progressi negli anni più recenti, la partecipazione femminile al mercato del lavoro è ancora molto inferiore a quella degli uomini anche nella nostra regione, sia in termini di un minore tasso di occupazione, sia di una maggiore diffusione degli impieghi a tempo parziale. L’accesso alle posizioni apicali, inoltre, è decisamente più difficile per le donne. Le notevoli disparità esistenti si ripercuotono inevitabilmente anche sui redditi pensionistici come si è visto, perpetuando la distanza rispetto alla componente maschile anche dopo il termine della vita lavorativa.

Premi di produttività e welfare

I lavoratori dipendenti del settore privato a cui sono stati erogati dei premi di produttività per i quali è prevista una tassazione sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali (un’aliquota del 5% nel 2024) sono stati oltre 56.000 in Friuli Venezia Giulia, per un ammontare medio di circa 1.300 euro.

I dipendenti a cui questi premi sono stati erogati (totalmente o parzialmente) sotto forma di welfare (prestazioni, opere, servizi corrisposti in natura o sotto forma di rimborso spese aventi finalità di rilevanza sociale, benefit non assoggettati ad alcuna imposizione entro i limiti dell’importo del premio agevolabile) erano poco più di 16.000 in regione sempre nel 2024, per un ammontare medio di circa 1.000 euro.

La previdenza complementare

Nell’ultimo decennio è aumentata l’attenzione nei confronti della previdenza complementare, alla luce delle crescenti incertezze circa l’ammontare delle pensioni future. A tale proposito si può osservare che, in Friuli Venezia Giulia, il numero di persone che hanno effettuato dei versamenti portandoli poi in deduzione nella dichiarazione dei redditi è più che raddoppiato dal 2013 al 2025, passando da 34.751 a 77.188.

Anche il valore medio delle deduzioni è cresciuto nel tempo nella nostra regione, da 2.180 euro nel 2013 a 2.348 nel 2022; il recente triennio ha registrato un calo fino a 2.275 euro nel 2025 (poco meno del dato nazionale pari a 2.281 euro). Si ricorda che i contributi versati alle forme pensionistiche complementari, relativi sia a fondi negoziali che a fondi individuali, possono essere dedotti fino a un limite massimo fissato a 5.164,57 euro. I dati presentati, inoltre, non comprendono i versamenti eseguiti dai datori di lavoro che, in quanto sostituti d’imposta, effettuano già il calcolo della deducibilità fiscale direttamente nella busta paga dei propri dipendenti.

La più recente relazione annuale per il 2024 della Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione) attesta una notevole diffusione della previdenza complementare nella nostra regione. Il Friuli Venezia Giulia è infatti al quarto posto in Italia in base al rapporto tra iscritti alla previdenza complementare e Forze di lavoro (con il 45,4%), dopo il Trentino-Alto Adige (62,8%), il Veneto (47,6%) e la Valle d’Aosta (47,2%). Si ricorda che le Forze di lavoro comprendono sia le persone occupate, sia quelle alla ricerca di un impiego (in base alle stime dell’ISTAT). Sempre in base ai dati diffusi dalla Covip, nel 2024 il contributo medio alla previdenza complementare in Friuli Venezia Giulia è stato pari a 2.720 euro, un po’ meno dei 2.890 euro registrati a livello nazionale.