A Bettembourg, in Lussemburgo, il ricordo del terremoto del Friuli del 1976 diventa memoria condivisa e testimonianza di rinascita. Al Castello di Bettembourg è stata inaugurata la mostra fotografica dedicata al sisma che cinquant’anni fa colpì il Friuli, promossa dal Fogolâr Furlan di Lussemburgo con il sostegno dell’Ente Friuli nel Mondo e realizzata grazie alle immagini custodite dal Craf – Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia.
Ad aprire ufficialmente l’esposizione è stato il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Mauro Bordin, che ha definito la ricostruzione friulana “un modello rimasto ineguagliato, di cui il Friuli deve andare orgoglioso”. Un percorso intenso e carico di emozione, capace di ripercorrere attraverso fotografie storiche una tragedia che, come ha ricordato l’ambasciatore d’Italia in Lussemburgo Carmine Robustelli, “ha segnato profondamente la comunità friulana e l’intero Paese”.
Prima dell’inaugurazione della mostra, il pubblico ha assistito alla proiezione di un video dedicato al terremoto del 1976: un momento di forte partecipazione emotiva che ha raccolto il silenzio e la commozione dei presenti.
Numerose le autorità intervenute all’iniziativa, tra cui, oltre all’ambasciatore Robustelli, i parlamentari lussemburghesi Mars Di Bartolomeo e Dan Biancalana e il console onorario del Lussemburgo – Circoscrizione Ezio Perillo.
Il valore simbolico della mostra
Nel suo intervento, Bordin ha sottolineato il valore simbolico della mostra: “Questa esposizione rappresenta molto più di una semplice raccolta fotografica, racconta una comunità che ha saputo rialzarsi con dignità, forza e spirito di solidarietà dopo una tragedia che ha colpito duramente il nostro territorio.
Le immagini custodite dal Craf conservano la memoria autentica di quei giorni e la trasmettono alle nuove generazioni. Portare oggi questa testimonianza in Lussemburgo significa rinsaldare il legame con i tanti friulani che vivono all’estero e continuano a custodire con orgoglio le proprie radici”.
Il legame con i friulani in Lussemburgo
Soddisfazione per la riuscita dell’evento è stata espressa anche dal presidente del Fogolâr Furlan di Lussemburgo, Stefano Milani, che ha evidenziato il significato profondo dell’iniziativa per la comunità friulana nel Granducato.
“Il nostro Fogolâr nasce con l’obiettivo di mantenere vivo il legame tra il Friuli e i friulani presenti in Lussemburgo – ha detto Miani – valorizzandone storia, cultura e senso di appartenenza. Per questo abbiamo scelto di dedicare la mostra ai cinquant’anni dal terremoto del 1976: un evento che ha profondamente segnato la nostra terra, ma che è diventato anche simbolo internazionale di forza, dignità e rinascita”.
Il presidente del Fogolâr ha inoltre sottolineato come l’associazione rappresenti oggi “una realtà giovane, dinamica e fortemente motivata, composta da persone che credono nella necessità di costruire nuovi progetti culturali, sociali e istituzionali capaci di dare nuova energia alla presenza friulana in Lussemburgo”.
Vini e prodotti tipici per raccontare il Friuli Venezia Giulia
La serata si è conclusa con un momento dedicato alla promozione delle eccellenze enogastronomiche del Friuli Venezia Giulia, tra vini e prodotti tipici regionali, particolarmente apprezzati dagli ospiti presenti.
“Il Friuli Venezia Giulia – ha concluso Bordin – è una terra di memoria, ma anche di straordinaria qualità e tradizione.
Attraverso i nostri vini e i nostri prodotti raccontiamo la cultura, il lavoro e la passione delle persone che rendono unica questa regione. Eventi come questo contribuiscono a rafforzare i rapporti culturali ed economici con le comunità friulane nel mondo”.
