Il 21 e 22 marzo il Friuli Venezia Giulia si trasforma in un museo a cielo aperto. Torna la 34ª edizione delle Giornate FAI di Primavera, l’appuntamento che permette di varcare la soglia di luoghi solitamente inaccessibili.
In regione sono 18 le perle selezionate in 8 comuni: dai palazzi del potere alle antiche tessiture, fino ai borghi incantati. Un’occasione unica per sentirsi turisti a casa propria, scoprirne angoli nascosti e sostenere la tutela del patrimonio italiano con un piccolo contributo.
Trieste: lo sfarzo del Palazzo del Governo e i tesori greci
Nel capoluogo, il FAI apre il Palazzo del Governo, sede della Prefettura in Piazza Unità d’Italia: si visiteranno i saloni di rappresentanza e la loggia presidenziale (visite anche in inglese e sloveno). Il Borgo Giuseppino svela Palazzo Vivante, con i suoi affreschi del maestro viennese Schram. Esclusiva per gli iscritti FAI è la Chiesa di San Nicolò dei Greci, dove l’iconostasi argentata racconta la vocazione cosmopolita della città (solo sabato, su prenotazione).
Udine: tra Palladio, collezioni d’arte e iniziative speciali
In città, Palazzo Antonini Stringher (sede Fondazione Friuli) mostra la sua collezione da Palma il Giovane ad Afro, mentre Palazzo Antonini Maseri apre il suo impianto palladiano agli iscritti FAI (su prenotazione). In Borgo Pracchiuso si scopre l’ex Ospedale Militare e la Chiesa di San Valentino (evento speciale a contributo fisso). Completa l’itinerario cittadino il CISM a Palazzo Antonini Mangilli del Torso, con la sua spettacolare sala dei divani.
Archeologia industriale e antichi telai
Non solo arte antica: le Giornate FAI 2026 celebrano anche l’ingegno produttivo. A Torviscosa sarà possibile entrare nella Centrale Termoelettrica Edison, un gigante tecnologico a ciclo combinato che racconta l’evoluzione della cittadella industriale.
Spostandosi verso la Carnia, a Villa Santina, si scopre la rinascita della Carnica Arte Tessile, risorta dopo un devastante incendio del 2020 per continuare la tradizione delle fabbriche di Jacopo Linussio. Infine, Rocca Bernarda a Premariacco: la villa-castello di proprietà dell’Ordine di Malta offre passeggiate tra vigneti storici di Picolit e stanze intrise di poesia
Gorizia: Mossa tra arte, merletti e paesaggi sacri
A Mossa la protagonista è Villa Codelli, con le stanze del pianterreno e il parco. Nel borgo si potrà visitare la mostra sull’artista Tino Piazza presso la Scuola Collodi (con laboratori per bambini) e il Santuario della Madonna del Preval. Nel folador di Villa Codelli saranno allestite esposizioni speciali della Scuola Merletti di Gorizia e delle opere musive della Fondazione Bambini e Autismo.
Pordenone e il borgo d’acqua di Polcenigo
Interamente dedicato a Polcenigo il percorso della Destra Tagliamento. Si parte dal Mulino Faletti-Sanchini, un raro esempio di archeologia proto-industriale ancora funzionante, per passare a Palazzo Polcenigo-Manin-Zaro e Palazzo Scolari-Salice, con il suo giardino in pendenza. Il suggestivo Palazzetto Diana-Santarossa (riservato agli iscritti FAI) apre i suoi interni arredati. A Pordenone città, torna visitabile l’Antico Ospitale dei Battuti, preziosa memoria storica del territorio.
Come partecipare e sostenere il territorio
L’accesso alla maggior parte dei luoghi avviene a contributo libero (suggerito a partire da 3€), fondi che il FAI utilizza per il restauro del patrimonio italiano. Tuttavia, per alcune iniziative speciali ed eventi serali (come le visite guidate d’autore a Udine o le degustazioni a Rocca Bernarda) è richiesto un contributo specifico e la prenotazione obbligatoria.
Alcune aperture, inoltre, sono riservate esclusivamente agli iscritti FAI, con possibilità di tesserarsi direttamente sul posto per godere di corsie preferenziali e accessi esclusivi. Data la variabilità degli orari tra i diversi siti (alcuni aperti solo il sabato o con pausa pranzo), si consiglia vivamente di consultare il programma dettagliato sul sito ufficiale del FAI.
Le visite sono curate dai volontari e dagli Apprendisti Ciceroni, giovani studenti delle scuole secondarie, appositamente formati, che per due giorni diventano le voci della bellezza del Friuli Venezia Giulia.
