Il picco influenzale mette sotto pressione i pronto soccorso del Friuli Venezia Giulia

Boom di accessi e lunghe attese: la situazione nei pronto soccorso del Friuli Venezia Giulia.

Giornate di grande affanno per i pronto soccorso del Friuli Venezia Giulia, messi a dura prova da un’ondata di influenza stagionale che ha fatto impennare gli accessi durante il periodo festivo. La situazione, ha provocato ripercussioni sui tempi di attesa, soprattutto per i pazienti con codici meno gravi.

A Pordenone, presso l’ospedale Santa Maria degli Angeli, si è registrato un incremento di circa 40 casi al giorno in più rispetto agli anni precedenti. Un aumento che ha sovraccaricato il personale e allungato le attese: secondo il sindacato Nursind, i pazienti non urgenti hanno atteso fino a 7 ore per essere visitati.

Non va meglio a Trieste, dove il pronto soccorso dell’ospedale Cattinara ha affrontato giorni e notti ad alta intensità. In più occasioni le attese per i codici bianchi e verdi hanno superato le 6 ore, inducendo alcuni pazienti a rinunciare alle cure. Anche a Udine, al Santa Maria della Misericordia, gli accessi hanno toccato quota 200 al giorno sin dalla vigilia di Natale. Tuttavia, l’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale ha rassicurato sul fatto che non si sono verificate criticità gravi.

A evidenziare il peso della crisi è intervenuta la Fials, che nel pomeriggio del 5 gennaio ha contato oltre 100 persone in attesa presso il pronto soccorso udinese. Secondo il sindacato, la causa principale del disagio è la cronica carenza di personale sanitario, un problema che si aggrava in concomitanza con le festività, quando gli ambulatori dei medici di famiglia restano chiusi, dirottando molti pazienti verso i presidi ospedalieri.

Emblematico il caso segnalato a Palmanova (Udine), dove un uomo di 91 anni sarebbe rimasto per quasi 30 ore su una barella, dopo essere stato accolto al pronto soccorso nel pomeriggio del 30 dicembre. Quel giorno, il reparto ha sofferto un grave sovraffollamento legato all’alto numero di casi influenzali.

Una crisi che rischia di protrarsi anche nelle prossime settimane, con l’influenza stagionale ancora in fase acuta. Tra le proposte avanzate dai sindacati: il potenziamento del personale, una migliore organizzazione dei turni e il rafforzamento della rete territoriale di medicina generale per evitare che i pronto soccorso restino l’unico baluardo anche nei casi non urgenti.

“La Giunta Fedriga sembra quasi cadere dalle nuvole ogni volta che si verificano intasamenti ai pronto soccorso regionali – dichiara la segretaria regionale del Pd Fvg Caterina Conti – . Nella migliore delle ipotesi si sostiene che è tutto normale e sotto controllo, ci si rifugia nei picchi influenzali oppure si getta la colpa sui cittadini accusandoli di fare un uso improprio del pronto soccorso, come se qualcuno potesse scegliere con leggerezza di trascorrere molte ore in quelle strutture intasate, già sapendo cosa lo aspetta”.

“Vorremmo arrivasse un franco riconoscimento dell’insufficienza dei provvedimenti presi negli ultimi otto anni, così che i cittadini sono costretti a rivolgersi ai pronto soccorso in assenza di altre risposte territoriali. E vorremmo che Fedriga e Riccardi cominciassero a fare qualcosa, anche se non lavoreranno per un loro mandato futuro. Visti i risultati, la carenza drammatica di medici di famiglia e nelle guardie mediche è un problema mai affrontato con la necessaria determinazione”, conclude Conti.