Fvg, il lavoro oggi è per over 50. Crollano gli autonomi: 6mila in meno

Nel 2025 l’occupazione in Friuli Venezia Giulia ha mantenuto una posizione di sostanziale equilibrio, con una media di 527.600 occupati; dietro questo dato apparentemente statico si nasconde però una profonda trasformazione interna del mercato del lavoro regionale.

Secondo l’analisi del ricercatore Ires Fvg Alessandro Russo su dati Istat, la tenuta del sistema è il risultato di due spinte opposte: da un lato la crescita dei contratti dipendenti a tempo indeterminato, aumentati di 6.300 unità, dall’altro la drastica riduzione dei lavoratori indipendenti, che hanno perso quasi 6.000 componenti tra autonomi, professionisti e collaboratori.

L’avanzata degli over 50 e il declino dei quarantenni

L’aspetto più sorprendente della fotografia scattata dall’Ires riguarda l’età dei lavoratori. La crescita dell’occupazione è trainata esclusivamente dalla fascia degli over 50, che ha guadagnato 6.900 unità in un solo anno. Al contrario, la coorte centrale tra i 35 e i 49 anni subisce un calo notevole, con 6.100 occupati in meno, influenzata pesantemente dalle dinamiche demografiche regionali.

Ad oggi, più di quattro lavoratori su dieci in Friuli Venezia Giulia hanno superato i 50 anni, una quota che è passata dal 37,4% nel 2018 al 43% attuale, a fronte di una classe giovane che rimane numericamente stabile ma con un peso relativo sempre minore.

L’industria resiste mentre l’edilizia perde terreno

Spostando l’attenzione sui settori produttivi, emerge un netto contrasto tra il comparto industriale e quello delle costruzioni. L’industria ha segnato un incremento di 3.100 addetti, riuscendo a compensare il pesante arretramento dell’edilizia, che ha perso 3.500 unità dopo la fine degli incentivi fiscali legati ai bonus edilizi. Segnali positivi arrivano invece dai servizi legati al turismo, con commercio, alberghi e ristorazione che registrano una crescita di quasi 2.000 occupati.

Le differenze tra le province della regione

A livello territoriale la crescita non è uniforme. L‘area isontina guida la classifica del dinamismo con 2.400 nuovi occupati, mentre Pordenone segna il passo con una contrazione di 1.800 unità. Più lineare la situazione nelle province di Udine e Trieste, dove l’andamento del mercato occupazionale si è mantenuto su livelli di maggiore stabilità nel corso di tutto il 2025.

Divario di genere e tassi di occupazione record

Nonostante le criticità settoriali, il tasso di occupazione regionale per la fascia 15-64 anni è salito al 69,4%, posizionando il Friuli Venezia Giulia al sesto posto nella classifica nazionale, ben al di sopra della media italiana.

Resta però evidente il divario tra uomini e donne: se il tasso maschile tocca il 74,5%, quello femminile si ferma al 64,2%. Un dato emblematico della solidità del lavoro maschile in regione riguarda la fascia d’età tra i 35 e i 54 anni, dove il tasso di occupazione supera stabilmente la soglia del 90%.

Disoccupazione in lieve risalita dopo anni di calo

Il 2025 ha fatto registrare anche un piccolo incremento nel numero delle persone in cerca di lavoro, che sono salite a 25.400 unità. Il tasso di disoccupazione è passato dal 4,3% al 4,6%, un movimento alimentato principalmente da persone che prima erano considerate inattive e che hanno ricominciato a cercare attivamente un impiego. L’incremento della disoccupazione ha riguardato maggiormente la componente maschile, mentre per le donne il tasso si attesta leggermente più alto, toccando il 4,9%.