Morte Bossi, il cordoglio del Friuli. Fedriga: “Per me un dolore politico e umano, è stato un esempio”

Cordoglio anche dal mondo politico del Friuli Venezia Giulia per la scomparsa di Umberto Bossi, fondatore della Lega e figura di rottura nella storia della Seconda Repubblica. Da Trieste a Udine, i rappresentanti delle istituzioni e i protagonisti della vita pubblica regionale rendono omaggio a un leader che ha trasformato il rapporto tra i territori e il potere centrale.

Il legame personale di Massimiliano Fedriga

Il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Umberto Bossi, fondatore della Lega. “Con la morte di Umberto Bossi – dice Fedriga – viene a mancare una figura centrale della storia politica italiana e della mia personale. Oggi vivo un dolore politico e umano: Umberto è stato un esempio, con la sua visione ha dato voce ai valori e alle idee che hanno reso la Lega un riferimento per i tanti che in lui hanno visto una guida”.

Il governatore ricorda infine “l’impegno politico e umano di Bossi, che ha segnato un’epoca e lasciato un’impronta profonda nel panorama istituzionale del Paese”. “Bossi ha rappresentato un punto di riferimento e ha contribuito in maniera determinante a portare al centro del dibattito nazionale l’autonomia e l’identità dei territori. A nome della Regione Friuli Venezia Giulia e dell’intera comunità regionale, esprimo vicinanza alla famiglia e a tutti coloro che gli sono stati legati”.

Il Consiglio regionale e la voce del movimento

Il presidente dell’Assemblea legislativa del Friuli Venezia Giulia, Mauro Bordin, esprime così il cordoglio personale e del Consiglio regionale per la morte di Umberto Bossi: “La scomparsa di Umberto Bossi segna la fine di una stagione politica che ha inciso profondamente nel Paese. Per molti della mia generazione, e per me personalmente, è stato l’inizio di un impegno nato da una passione autentica per il territorio e per le sue istanze”.

Dello stesso tenore le parole di Antonio Calligaris, capogruppo della Lega in Consiglio regionale: “Con la scomparsa di Umberto Bossi perdiamo un protagonista assoluto della storia politica italiana e il fondatore di un movimento che ha dato voce a territori, comunità e identità troppo a lungo ignorati”. Calligaris aggiunge che “Bossi ha avuto il merito di portare al centro del dibattito politico nazionale i temi dell’autonomia, del federalismo e della valorizzazione delle realtà locali, tracciando la strada che ancora oggi guida l’azione della Lega nei territori e nelle istituzioni”.

Dalle fila della lista “Fedriga Presidente”, il consigliere Diego Bernardis ricorda la spinta ideale del Senatur: “Con Umberto Bossi se ne va un grande visionario, un politico appassionato e un sincero democratico che ha dato forma a un autentico sogno di libertà. È stato colui che ha tracciato il percorso su cui camminiamo ancora oggi, dimostrando sempre il coraggio di chi non ha mai piegato la testa”.

L’alleanza storica con Forza Italia

Il Gruppo regionale di Forza Italia, con Andrea Cabibbo, Roberto Novelli e Michele Lobianco, rende omaggio a una figura che ha segnato l’asse del Nord: “Visionario, spregiudicato, rabdomante della politica italiana. Ha inventato un partito intercettando e governando il malessere del Settentrione e ha contribuito in modo determinante a scrivere pagine indelebili della storia di questo Paese, spesso ricorrendo a un lessico evocativo che oscillava tra il mistico e il magico”.

Gli esponenti azzurri ricordano l’intesa con Berlusconi: “Dopo una fase da rivoluzionario indomito, è divenuto un alleato di ferro del presidente Silvio Berlusconi e ha dato vita a quell’asse del nord che ha garantito a Forza Italia e Lega Nord un vero dominio sul Settentrione. Perdiamo un grandissimo protagonista della seconda Repubblica, cui porgiamo un saluto commosso”.

Il riconoscimento dell’avversaria Serracchiani

Un messaggio è giunto anche dalla deputata dem Debora Serracchiani, già presidente della Regione, che lo ha inviato al senatore e segretario della Lega Fvg Marco Dreosto: “Bossi con la sua pluridecennale opera, svolta come segretario di partito, ministro, senatore, deputato ed europarlamentare, ha impresso un segno duraturo nel panorama politico e istituzionale italiano”.

Pur nella distanza politica, Serracchiani riconosce l’impatto del leader: “Sono stata e rimango un’avversaria politica del movimento cui ha dato vita, soprattutto in certe espressioni, ma ciò pertiene alla quotidiana dinamica politica. A prescindere dalle legittime divergenze è giusto riconoscere la statura dell’avversario ed esprimere rispetto per il dolore di quanti ne hanno a lungo condiviso le battaglie”.