Dopo una vita di lavoro, potrebbe arrivare il momento di cambiare città per riuscire a vivere con la pensione. Quasi un friulano su due (47%) si dice disposto a trasferirsi in un’altra località o in una diversa regione italiana una volta conclusa l’attività lavorativa. E per il 27% la motivazione sarebbe soprattutto economica: trovare un posto in cui il costo della vita sia più basso, perché l’assegno pensionistico potrebbe non essere sufficiente.
È quanto emerge da una ricerca dell’Osservatorio Sara Assicurazioni, che fotografa le preoccupazioni e le aspettative dei friulani in vista della vecchiaia. Il 21% prenderebbe invece in considerazione un trasferimento per cercare una migliore qualità della vita.
Il futuro pensionistico preoccupa, ma pochi si preparano
La prospettiva della pensione preoccupa il 77% degli intervistati. Eppure, tra il timore per il futuro e le scelte concrete c’è ancora una distanza significativa.
Il 30% dichiara di aver valutato possibili soluzioni per rendere più solida la propria condizione economica dopo il lavoro, senza però arrivare a metterle in pratica. Un altro 40% ammette invece di non aver mai pensato a come affrontare la questione.
A pesare è anche la scarsa conoscenza dei temi previdenziali: appena il 15% dei friulani dice di essere aggiornato sulle novità in materia pensionistica. E se la pensione è un argomento di cui si parla in famiglia, il 26% riconosce di non avere le competenze necessarie per prendere decisioni.
Fondi pensione e risparmio per affrontare la vecchiaia
A chi spetterebbe il compito di aumentare la consapevolezza sul futuro previdenziale? Per il 36% degli intervistati dovrebbero essere soprattutto le istituzioni a svolgere un ruolo di primo piano. Seguono banche e compagnie assicurative, indicate dal 14%, e la famiglia, con il 6%.
Guardando agli strumenti per costruire una maggiore sicurezza economica in vista della vecchiaia, il 29% indica i fondi pensione, mentre il 26% guarda alle soluzioni assicurative pensionistiche e di risparmio. Seguono i conti deposito, scelti dall’11%, e gli investimenti sul mercato finanziario, indicati dal 5%.
Tra i criteri che guidano la scelta di una forma di risparmio prevale la sicurezza, indicata dal 35% degli intervistati. Al secondo posto ci sono i vantaggi fiscali (24%), seguiti dalla prospettiva di ottenere nel lungo periodo un rendimento superiore alla rivalutazione del Tfr (18%).
“I dati mostrano una distanza ancora significativa tra la preoccupazione per il proprio futuro pensionistico e la capacità di tradurla in scelte concrete. Per questo è importante rafforzare la cultura previdenziale e mettere le persone nelle condizioni di conoscere gli strumenti a disposizione e valutarli in funzione delle proprie esigenze”, dichiara Emiliano De Salazar, direttore Vita di Sara Vita.

